La Luna era un pezzo di Terra, la scoperta di una astrofisica italiana… all’estero

This artist's rendering shows the collision of two planetary bodies. A collision like this is believed to have created the moon within the first 150 million years after our solar system formed.

La Luna e la Terra erano un unico grande pianeta roccioso fino a 4,5 miliardi di anni fa. Solo il Grande Impatto con il pianeta Theia, un corpo celeste grande quanto Marte, causò la separazione della Terra dal suo satellite. A scoprire il Grande Impatto è un’astrofisica italiana, Alessandra Mastrobuono-Battisti, originaria di Latina ma che dall’Israel Institute of Technology di Haifa ha finalmente risposto alla domanda sul perché Terra e Luna abbiano una composizione troppo simile per essere due entità differenti.

La giovane astrofisica italiana ha pubblicato insieme al suo gruppo di lavoro una ricerca sulla rivista scientifica Nature in cui si spiega quella somiglianza tra la Terra e il suo satellite, quasi un “figlio” per il nostro pianeta. Una tesi semplicissima, basata sulle rocce raccolte dalla missione Apollo 11, supportata da decine di simulazioni, mesi di comparazioni di quaranta sistemi planetari e di un migliaio di corpi celesti: Theia, pianeta che non esiste più, polverizzato in meteoriti e immaginato solo dai calcoli sulle orbite lunari, era in realtà il «sosia» della Terra. Il partner con cui venne generata la Luna. Il suo impatto fu così devastante da modificare il nostro pianeta e riprodurne, identico, il satellite che vediamo in cielo.

Una gigantesca fusione che fece evaporare gli elementi volatili, come lo zinco, lasciandone sulla crosta lunare altri molto simili a quelli della crosta terrestre, dall’ossigeno al tungsteno. «Abbiamo elaborato dati che non erano mai

stati usati per Theia e la Terra — racconta la ricercatrice italiana —. Studiando le collisioni in altri sistemi solari, abbiamo scoperto una regola quasi costante: i pianeti che vanno a scontrarsi, in alta percentuale, hanno una composizione simile ai pianeti impattati. E questo non solo conferma la teoria del Grande Impatto, ma spiega perché la Terra e la Luna siano così diverse dal resto del sistema solare».

La Mastrobuoni-Battisti si racconta e racconta le sue ricerche: «Io ho sempre lavorato sulla nostra galassia, è la cosa che più m’appassiona, perché il sistema solare è il luogo in cui viviamo. Un giorno dell’estate scorsa, ho letto un articolo di Science sul contenuto d’ossigeno nelle rocce terrestri e lunari. Composizioni molto simili. Allora, ho iniziato a farmi delle domande. E in sei mesi di ricerca, mi sono data le risposte».

Laureata alla Sapienza, tre anni di dottorato a Roma a mille euro al mese e senza molte prospettive, Alessandra non chiedeva la luna: «Sono arrivata in Israele nel 2012. Avevo mandato i miei lavori a un po’ d’università. Il Technion m’ha contattato. Non m’hanno fatto nemmeno un colloquio: sei mesi dopo ero già a Haifa, col mio capo che m’aiutava a cercare casa». Qui è un altro pianeta, in ogni senso: «Posso fare ricerca, mi pagano tutto, mi hanno mandato ad aggiornarmi in Cina e in Spagna».

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