La Germania vuole dare un calcio all’euro e all’Europa? – di Giampiero Pallotta

Sono in molti ad indicare Carlo Magno (742/814) come il primo “padre” dell’Europa unita. Il territorio da lui governato era il “cuore d’Europa” e cioè l’Italia, la Francia e la Germania. Nell’Europa Unita di Carlo Magno non si sviluppò un sentimento identitario, tra i suoi abitanti nessuno si sarebbe mai definito europeo. Ma con le sue leggi, le sue istituzioni, la sua organizzazione politica, contribuì a creare una base comune, che diede una sorta di imprinting ai paesi che ne facevano parte, nonostante che alla fine dell’impero di Carlo Magno imboccarono strade molto diverse.  

I francesi ed i tedeschi da sempre si disputano la primogenitura del Sacro Romano Impero, ma invano, perche’ Carlo Magno non può essere considerato ne’ francese ne’ tedesco poiché i due popoli all’epoca non erano ancora formati. Infatti, iniziarono a costituirsi dopo l’843 in seguito allo smembramento dell’impero carolingio. Ma e’ da sempre che sulla storia dell’Europa pesa il “fantasma” della Germania, di una Germania che ha la pretesa di essere l’erede di Carlo Magno e si e’ posta l’obiettivo di affermare l’egemonia sull’Europa. E che, alla fin fine, con questa sua “vocazione egemonica” e’ stata all’origine delle grandi crisi dell’Europa, a cominciare dalle due guerre mondiali.

Quel che succede oggi, in campo economico/finanziario, in realtà e’ il risultato dell’eterna tendenza della Germania ad affermarsi come “guida del continente”. Usando, di volta in volta, strumenti diversi: le armi o la politica economico/finanziaria o lo “spread”. Sempre in nome dell’interesse nazionale.

La costruzione della Germania fu il grande capolavoro di Bismarck, che, alla guida della Prussia, sconfiggendo Napoleone III nel 1870, realizzò l’unità tedesca. Il “cancelliere di ferro” costruì un sistema di alleanze che doveva ruotare attorno alla Germania e che avrebbe dovuto garantirgli il dominio europeo e Berlino sarebbe stata al centro di tutte le decisioni concernenti la politica internazionale. Un tentativo, in altre parole, di disegnare un’Europa funzionale alla Germania. Si sa come andarono in seguito le cose. Lo scoppio della prima guerra mondiale fu una conseguenza della cosiddetta “pace armata”, ovvero della combinazione fra sistemi di alleanze contrapposti e la corsa agli armamenti.

La storia del dopoguerra mise in risalto, ancora una volta, l’eterno conflitto tra una Francia vincitrice e preoccupata di isolare l’eterna rivale per impedirne la resurrezione, e una Germania decisa a recuperare un ruolo importante e di “leadership” politica nel continente europeo. La ripresa tedesca, politica e militare oltre che economica, ci fu con Hitler e il “nazionalsocialismo” e questo fece rinascere la “vocazione egemonica” tedesca su tutta l’Europa. E fu all’origine della tragedia della seconda guerra mondiale. Per merito degli eserciti alleati venne la fine del sogno nazista di un’Europa unificata sotto le bandiere con la svastica e asservita all’ideologia del nazionalsocialismo. Poi il dopoguerra. La spartizione della Germania con la creazione delle due Germanie. L’impegno europeista di Adenauer. L’accordo con De Gaulle che metteva una pietra tombale sull’eterno conflitto franco/tedesco, ma gettava le basi di un vero e proprio “asse”, sempre a “vocazione egemonica”, alle origini dell’attuale “direttorio” Sarkozy/ Merkel.

Le vicende ultime, di questi giorni, confermano che la Germania aspira, ancora una volta, a “riaffermare il primato” in Europa e a disegnare un’Europa che sia in funzione degli interessi tedeschi politici ed economici. La realtà odierna e’ tristemente questa. La Germania, pur a costo di destabilizzare il sistema Europa, punta ad assicurarsi un “ruolo egemone” in forza della sua economia in grado di crescere più agevolmente e rapidamente di altre nazioni. Il comportamento della Germania, insomma, risponde a una logica che affonda le radici in un passato lontanissimo e in una “vocazione antica” e questo e’ un grave pericolo per la rinascita del “nazionalismo” che si pensava morto e sepolto da tempo. Gira voce che dal 30 novembre 2011 la Germania abbia iniziato a stampare di nuovo i Marchi con la data del 2012. Vuole dare un calcio all’euro e all’Europa se non si farà come la Merkel vuole.

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