La Germania cresce, l’Italia no – di Primo Mastrantoni

Tutti contro il "rigore" della Germania? Sembrerebbe di sì. Insomma, sembra che il destino della Germania sia quello di trovarsi contro tutti. Pero’ la Germania ha i conti pubblici in ordine, l’inflazione e’ bassa, e’ in crescita economica, il sistema delle infrastrutture efficiente, il servizio sanitario efficace e un piu’ che buono tenore di vita. Il tutto grazie, anche, alla politica dell’allora cancelliere Schroeder che, nel 2003, avvio’ la riforma del welfare e del mercato del lavoro: lavoro impopolare che porto’ alla sconfitta elettorale dello stesso Schroeder. Oggi, pero’, la Germania deve ringraziare quel cancelliere se e’ in questa situazione economica. Certo la Germania, o meglio la cancelliere Merkel, non puo’ fare la maestrina, bacchettando questo o quel Paese, visto che ha pensato bene a tutelare gli interessi tedeschi a scapito di altri. Ci domandiamo perche’ non sia possibile abbinare rigore e crescita e perche’ qualcuno li veda in antitesi. In Italia le misure fiscali stanno dissanguando cittadini, famiglie e imprese. Siamo in attesa di veri provvedimenti per il "Cresci Italia". Appena si parla di liberalizzazioni, di riforma del welfare e del mercato del lavoro, di razionalizzazione della spesa pubblica, si levano al cielo alte grida di protesta: si manifesta e si colpevolizza chi vuole riformare il "sistema Italia". Siamo cosi’, ma cosi’ non se ne esce.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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