La ‘zoccola etica’, fare sesso con chi vuoi è bello – di Giulia Cortese

"La zoccola etica" è un saggio che elogia una poligamia senza slealtà. Come quella dei figli dei fiori. La prima edizione è americana, risale al 97′ ed è intitolata "The Ethical Slut: A Guide to Infinite Sexual Possibilities". Le autrici sono Dossie Easton e Janet Hardy, psicoterapeuta la prima, sessuologa la seconda, entrambe scrittrici. Il libro è un bestseller dal 2007.

Diciassette anni dopo l’uscita negli Stati Uniti, il saggio arriva anche in Italia con il titolo "La zoccola etica. Guida al poliamore, alle relazioni aperte ed altre avventure", dove per poliamore (dall’inglese polyamory) si intende l’intrattenere relazioni sessuali con più partner con il consenso di tutte le persone coinvolte. Stando alle parole delle autrici, la "zoccola etica" è "una persona di qualsivoglia genere che abbia il coraggio di condurre la propria vita in accordo con la proposizione radicale che il sesso è bello e il piacere fa bene, sempre però in maniera aperta, onesta e sincera".

Nel 1967, una giovane figlia dei fiori, intervistata dalla Easton, disse: "Noi crediamo che sia ok fare sesso con chi ci piace e crediamo che sia normale essere attratti da più persone. C’è forse una qualche virtù nell’essere difficili?". Dicono le due autrici: "Siamo orgogliose di rivendicare la parola ‘zoccola’ come termine positivo, persino come vezzeggiativo. Una zoccola può scegliere di fare sesso solitario o di farsi tutto il corpo degli alpini. Le zoccole possono essere eterosessuali, omosessuali, bisessuali, militanti radicali o pacifiche inquiline di condomini residenziali".

Il libro vuole essere una guida alle relazioni aperte, all’avventura e spiega come fare sesso con più persone possibile, in tutta sicurezza ed evitando comportamenti ad alto rischio. Chiarisce la differenza tra "flirting" e "crushing" e ci suggerisce come aprire una relazione già esistente, nata di tipo tradizionale, mantenendo alta l’intesa sessuale tra i due partner.

Nulla di utopico. Tre mesi fa, la trasmissione "Lucignolo", in onda su Italia Uno, ci ha messo al corrente di questa filosofia di vita e della moda dei "poliamori" intervistando Jade, un’insegnante statunitense di 37 anni, dal linguaggio appropriato e dall’aspetto acqua e sapone. La donna ha raccontato di avere sette fidanzati (uno a Bologna, uno a Milano, due a Berlino e tre in California) e non ci vede nulla di male, essendo i vari partner tutti a conoscenza gli uni degli altri e la cosa non crea loro nessun problema.

Sono circa 400 i "poliamorosi" in tutta Italia che partecipano ad eventi e incontri, 800 quelli che parlano apertamente su Facebook del loro modo di vivere la sessualità. "Il fenomeno è in crescita", spiega Jade, che ha curato, tra l’altro, la traduzione in italiano del "manuale della zoccola etica".

A un certo punto dell’intervista, la donna parla del suo desiderio di avere un figlio. Con uno solo dei partner ci sta pensando seriamente e ha in mente una famiglia in cui i genitori e il figlio siano centrali, pur essendo favorevole alla continuazione della poligamia per entrambi.

Il libro ha segnato una tappa importante per il movimento pro-poligamia d’oltreoceano, portando a una rivalutazione positiva del termine “slut” ("puttana", ndr), utilizzato per definire con disprezzo una donna a cui piace avere rapporti con vari partner e talvolta nell’arco di poco tempo. Sdoganare la poligamia, secondo le autrici, può aiutare tutti a vivere in serenità le proprie relazioni, a provare più fiducia in se stessi e a mettere al bando sentimenti sgradevoli e controproducenti come la gelosia.

Dice il sessuologo Marco Rossi, "in questo particolare ambito, in Italia ci sono molti pregiudizi da superare. E’ un bene che il sesso libero sia diventato un tema di attualità: bigottismo e ipocrisia, assai diffusi in Italia, ci impediscono di ricordare che le declinazioni dell’amore sono tante. Le orge che erano normali nell’antica Roma oggi fanno gridare allo scandalo, come l’omosessualità, di cui gli antichi Greci andavano fieri. E chissà che non si finisca per tornare a considerare normale anche la poliaffettività condivisa".

Che effetto avrà "La zoccola etica" sul pubblico italiano? Non ci resta che attendere per scoprirlo.

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