L’Ilva prima di tutto! – di Pietro Mariano Benni

Non se ne può più! Mentre, anche a causa di una tromba d’aria, giunge al calor bianco il velenoso caso dell’acciaieria Ilva di Taranto – che si spera trovi venerdì un estintore nel decreto legge al Consiglio dei Ministri – si moltiplicano su più fronti, dalle primarie del centrosinistra al futuro del sistema sanitario nazionale, le polemiche sterili e dannose per le priorità di un paese che resta in emergenza totale.

A proposito dell’Ilva, una situazione che vedendo di fronte salute e lavoro non solo dei tarantini ma del Mezzogiorno, del sistema industriale italiano (ed europeo) e dell’intera economia nazionale, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha detto: “Qualche spiritoso dice che il ministro dell’Ambiente fa il ministro dell’Industria: io sono ministro di un governo che si assume la responsabilità di avere una visione integrata dei problemi… E’ sorprendente che non si considerino gli effetti economici che determina l’eventuale chiusura di questo stabilimento. Non soltanto in termini di costi ma anche in termini di depauperamento dell’industria nazionale, dell’industria primaria che ha base soprattutto a Taranto. Non si può far finta di essere Alice nel paese delle meraviglie e non capire che la chiusura dello stabilimento di Taranto ha effetti positivi sui concorrenti internazionali che non usano e non sono vincolati agli stessi limiti ambientali che noi stiamo ponendo a Taranto, perché i concorrenti della Cina, Corea e Sudamerica non sono sottoposti agli stessi stringenti obiettivi ambientali e neanche i concorrenti europei perché noi applichiamo a Taranto i limiti ambientali che in Europa entreranno in vigore nel 2016. Chiudere l’Ilva di Taranto fa un favore ai concorrenti internazionali che continueranno a produrre in condizioni ambientali peggiori”.

UNO PER TUTTI, TUTTI PER ILVA dovrebbe essere in realtà l’unico modo di porsi, da parte di chiunque sia capace di una “visione integrata dei problemi” e sia tanto responsabile da porre in secondo piano, almeno per il momento contingente, qualsiasi altra questione o argomento in discussione. Fanno ridere/piangere in queste ore tutte le altre infinite controversie, i dibattiti, le stupide polemiche in corso su qualsiasi altro tema. Che cosa può mai contare un tardivo confronto Rai tra i due principali contendenti nelle primarie del Pd se loro stessi non antepongono a qualsiasi altra questione o frecciata il drammatico caso dell’Ilva? Che senso ha dibattere di “regole” per votare alle primarie mentre un eventuale disastro a Taranto proietterebbe anche all’estero una pessima immagine dell’Italia? Almeno per qualche giorno, stringendosi intorno al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e a chiunque la pensa come Clini, ognuno dovrebbe mettere da parte tutto il resto e salvare l’Ilva, Taranto, il Mezzogiorno, il Paese. Tutto il resto è “fuffa”, se l’Ilva va ai pesci.

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