L’archistar Piero Boffa a ItaliaChiamaItalia, ‘abbiamo l’ossessione per il dettaglio’

The number 6, il restauro dello storico Palazzo Valperga Galleani di Via Alfieri 6 a Torino, ha vinto il premio Building of the Year del sito di architettura ArchDaily. Inaugurato a inizio 2013, The Number 6 è il palazzo barocco a due passi da piazza San Carlo che il Gruppo Building di Piero Boffa ha trasformato in un condominio contemporaneo all’avanguardia: 36 appartamenti ipertecnologici in un contenitore barocco, con terrazzi, una moderna Spa, una palestra e, nella corte centrale, un’opera luminosa dell’artista Richi Ferrero.

Il premio Building of the Year del portale americano ArchDaily ha selezionato oltre 3mila progetti distribuiti in una geografia globale dal Cile al Vietnam, tra Cina, Australia ed Europa; alle selezioni dell’ArchDaily Building Award 2015 hanno partecipato oltre 18 mila architetti, comprese archistar e celebri studi tra i quali Renzo Piano, Jean Nouvel, Álvaro Siza e Kengo Kuma.

Nell’intervista a seguire, l’Amministratore Delegato della Building, l’architetto Piero Boffa, incontrato da ItaliaChiamaItalia nel lussuoso studio di Torino, si racconta tra emozioni e soddisfazioni per il lavoro, o meglio capolavoro, svolto a Palazzo Valperga Galleani e svela il prossimo ambizioso progetto.

Cosa ha provato quando ha saputo di aver vinto il Premio Building of The Year?

Senza dubbio grande emozione. Già quando abbiamo saputo di essere arrivati tra i primi 5, abbiamo esultato in Studio con tutti i miei collaboratori ed eravamo pienamente soddisfatti. Quando poi abbiamo saputo di aver vinto il Premio, mi creda è stato un momento indimenticabile, tenendo conto che alle selezioni dell’ArchDaily c’erano nomi molto importanti sul panorama mondiale.

Lei e i suoi collaboratori siete molto attenti al dettaglio nei progetti e nella messa in opera dei vostri restauri…

Abbiamo l’ossessione per il dettaglio, lo riteniamo l’elemento che fa la differenza. Inoltre sono molto aperto a collaborazioni con persone specializzate nel settore. Mi spiego meglio: ad esempio per le parti verdi ci rivolgiamo ad agronomi, che hanno la competenza nel settore e sanno quali piante interrare per esposizione alla luce, al sole piuttosto che all’ombra. Per le luci a persone che hanno esperienza nel settore per creare giochi di luce che mettano in risalto particolari che altrimenti non sarebbero esaltati. Ritengo il gioco di squadra essere quello vincente. Senza contare che essendo un palazzo del 1600 abbiamo prima dovuto restaurare affreschi e parti storiche. L’unione del super moderno sì, ma nel rispetto doveroso della magnifica parte antica.

Quali sono state le scelte stilistiche della Building?

Le scelte sono state finalizzate alla riappropriazione della vocazione originaria del palazzo, evidenziandone la connotazione di edificio residenziale, unita alla volontà di aprire alla città lo spazio privato della corte, allestendola con un intervento artistico che evidenziasse i suoi punti forti: la luce e il verde. Gli interventi condotti per la realizzazione di 36 appartamenti sono stati progettati nel rispetto del disegno originario, degli elementi storici ancora leggibili e conciliandoli con soluzioni d’avanguardia al fine di limitare l’impatto ecologico del fabbricato.

Abbinamento tra storico e super moderno, quali sono i confort che avete scelto?

Gli appartamenti di Palazzo Valperga Galleani sono stati ristrutturati abbinando le bellezze storiche al moderno dotato di ogni confort. Sistema di automazione di luci e scenari, con accensione dei punti singoli, di gruppo o generale con utilizzo di comandi digitali a parete. I comandi possono inoltre essere equipaggiati con dispositivo per regolare la luminosità del punto luce o temporizzarlo a seguito di eventi (anche di tipo atmosferico), di programmare a fasce orarie o condizioni logiche l’accensione e relativo spegnimento. Sistema di controllo delle prese di forza motrice con la possibilità di attivare o disattivare l’energia in alcune stanze dell’appartamento e lasciare attive utenze elettriche in altre stanze. Possibilità di gestire dispositivi motorizzati come le tende interne con comando singolo, di gruppo o generale.

Non è stata un’impresa semplice aver creato anche i garage…

Certo, tutt’altro che semplice. Abbiamo scavato con tutte le attenzioni e precauzioni che un palazzo come quello deve avere. E’ stato fatto un lavoro di progettazione non indifferente, altrimenti scavando là dove non si era mai toccato si rischiava di creare parcheggi per auto, ma far crollare la casa.

Immagino che abbia ricevuto molti complimenti per il Premio vinto, non solo da Torino e Piemonte ma anche dall’estero.

Sì, mi hanno telefonato da tutto il mondo. Ho ricevuto i complimenti da parte di importanti personalità estere. Devo confessarle però un grande rammarico in questo mare di gioia: pensi che non ho ricevuto nemmeno una telefonata dalle Istituzioni locali.

Una vera vergogna, non crede?

Il mio staff ed io andiamo avanti per la nostra strada comunque. Certo che mi rattrista aver constatato che personalità importantissime estere si sono complimentate e a Torino, dove lavoro, nessuno mi abbia fatto una telefonata. Fa parte dell’essere piemontesi. Non sappiamo apprezzare le nostre qualità. D’altronde tanto è nato nella Capitale Subalpina e tutto ci è stato portato via, perchè siamo incapaci di saperci valorizzare e mantenere quanto creiamo e ciò che il mondo ci invidia.

Prossimo progetto?

Un palazzo in Via Lagrange, ormai diventata la via dello shopping di lusso a Torino, essendo la storica Via Roma diventata un poco più consumistica. All’ultimo piano del palazzo ci sarà un appartamento di 500 mq con piscina e tutti i confort per un lusso notevole.

Chi sono i vostri clienti?

Persone molto facoltose, da calciatori a importanti industriali. La crisi nel mercato immobiliare è notevole, ma non in quello del lusso. Oggigiorno si sta delineando una società sempre più divisa tra i ricchi e i poveri. La classe media, che si poteva permettere una vita agiata, ora si sta impoverendo sempre più.

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