Katia Kabanova, prima volta al Regio di Torino

L’opera musicata da Leoš Janáček, su libretto proprio insieme a Vincenc Cervinka, ha convinto il pubblico. Ecco la nostra recensione

Grande pomeriggio domenica scorsa per Katia Kabanova, al Teatro Regio di Torino a novantasei anni dal debutto al Teatro Nazionale di Brno. L’opera musicata da Leoš Janáček, su libretto proprio insieme a Vincenc Cervinka, ha convinto il pubblico poichè la storia, che si svolge sul Volga  tra amori, gelosie, sensi di colpa e una suocera despota, ha tenuto viva l’attenzione dei presenti con commenti ben decisi sul voler eliminare questa donna dalla terra, se solo qualcuno del pubblico avesse avuto la disgrazia di averla come suocera.
In realtà grande interpretazione e ottime doti vocali per il mezzosoprano inglese Rebecca de Pont Davies, molto applaudita quando al termine della recita si è presentata sul palco con un sorriso smagliante, ma dalle tinte soft quasi a dire: ”ma che ruolo che mi è toccato, non sono così nella vita!”.

Grande tifo per la protagonista, molto apprezzata, il soprano Andrea Dankova che è stata brava sia vocalmente che come interpretazione arrivando dritta al cuore del pubblico.

Raggiunge l’apice quando sulle note di “Intorno silenzio e pace. Che incanto! E io devo morire?” prende corpo la reale disperazione di una vita trascorsa come prigioniera di convenzioni sociali meschine, autoritarie e bigotte e si suicida nel Volga.

kabanova
Quando il suo corpo viene ripescato, Marfa Ignatěvna Kabanová detta Kabanicha, anche in questo frangente, magistrale interpretazione di  Rebecca de Pont Davies che esprime tutta la sua vena di implacabile torturatrice con le conclusive parole “Grazie, brava gente, vi ringrazio per il vostro aiuto” rivolte ai presenti e inchinandosi qua e là come a volerli congedare tutti con sollecitudine.

Molto bene per tutto il cast internazionale di grande esperienza nel repertorio di Janáček che ha affrontato la partitura in maniera eccellente come il tenore Štefan Margita che interpreta Tichon Ivanyč Kabanov, il marito di Katia.

La scenografia, semplice e ricca allo stesso tempo, lascia tutti a bocca aperta quando si apre il sipario ed il fiume Volga prende corpo realmente, perchè l’acqua è vera. Infatti sul palco del Regio è stata creata una vera e propria piscina, realizzata in maniera sapiente da LDM Projects, Ekeren e quindi plausi a Patrick Kinmonth. responsabile di scene e costumi. Gradevole anche il gioco di luci suggestivo per opera di Robert Carsen e Peter Van Praet.
L’allestimento  dell’Opera Vlaanderen di Anversa/ Gand ha ricevuto parecchi consensi.

Katia Kabanova, uno dei capolavori di Leoš Janáček, ritenuto tra i sommi drammaturghi in musica di tutti i tempi, è senza ombra di dubbio uno dei più originali con i quali il Regio ha vinto la scommessa mettendo in cartellone, per la prima volta, questa opera molto differente da quelle a cui il pubblico italiano è abituato. L’opera è cantata in lingua originale con i sottotitoli in inglese ed italiano.

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