Italicum, Zanda (Pd): passi avanti anche grazie alla minoranza

Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda in una intervista al Sole 24 Ore parla di Italicum: "La legge elettorale è in discussione in Parlamento da un anno e 3 mesi, la Camera ha già approvato un testo con il voto di quasi tutto il Pd, un testo che poi il Senato ha rinnovato a fondo superando le liste bloccate con l’introduzione delle preferenze, garantendo la parità di genere, aumentando la soglia per attribuire il premio di maggioranza al 40%, mantenendo il ballottaggio, imponendo ai partiti di presentare il loro statuto, abbassando e unificando la soglia minima di ingresso al 3%. Mi sembrano grossi passi avanti, molti dei quali compiuti anche grazie alla minoranza".

Zanda sottolinea: "il mio giudizio complessivo sulla legge è buono. E’ una legge che ottempera le indicazioni della Corte costituzionale. La Camera ha già approvato senza modifiche rispetto a quanto fatto in Senato una parte consistente del disegno di legge costituzionale. E’ quasi ovvio che il Senato potrà ora intervenire solo sulle parti modificate alla Camera".

Una commissione bicamerale d’inchiesta sugli appalti pubblici e sui fenomeni della corruzione e della collusione ad essi correlati. Zanda annuncia che nelle prossime ore verrà presentato il disegno di legge a Palazzo Madama a prima firma sua e di Marco Filippi. "Su un fenomeno così ramificato e radicato come quello della corruzione non si poteva più aspettare – afferma -. Oltre cento senatori hanno firmato il disegno di legge, e alla Camera verrà presentato domani (oggi, ndr) un testo identico a prima firma Ermete Realacci".

Sottolinea che "ci sono almeno tre ordini di ragioni per una commissione d’inchiesta. La prima è che la violenza con cui la corruzione è emersa negli ultimi tempi sta diventando un carattere nazionale negativo. La seconda ha a che fare con i ricaschi economici del fenomeno: la Corte dei conti ha stimato in 60 miliardi l’anno il costo della corruzione. Ci sono poi da considerare, perché i fenomeni sono collegati, i 120 miliardi di evasione fiscale e i 200-250 miliardi di economia sommersa. Si tratta di un volume di denari così elevato da condizionare in modo pesantissimo l’economia nazionale. La terza ragione riguarda la necessità di analizzare il fenomeno dove non possono arrivare la magistratura e l’autorità anticorruzione: mettere a fuoco, in un sistema così ramificato, le relazioni tra politica, pubblica amministrazione, Comuni, Regioni, corpi tecnici pubblici, il sistema di imprese, la finanza, la criminalità e persino con la società italiana, con quello che è stato definito ‘mondo di mezzo’. La corruzione è diventata purtroppo fenomeno a larga base sociale, una piovra".

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