Italicum, la decisione dei giudici e le reazioni della politica

Hanno deciso i ‘giudici delle leggi’: ok premio di maggioranza, ma per i giudici il capolista non può scegliere il collegio di elezione

La Corte costituzionale “ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono”. È quanto si legge nel comunicato della Consulta in merito all’Italicum. La Consulta dunque ritiene legittimo il premio di maggioranza al primo turno.

La Corte “ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione”. Dunque per i giudici il capolista non può scegliere il collegio di elezione. “A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957. Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni”.

“All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione”, conclude la nota dei giudici.

Le motivazioni della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha bocciato l’Italicum su ballottaggio e pluricandidature saranno depositate entro un mese. Questo e’ il lasso di tempo che il regolamento prevede tra la decisione e la pubblicazione della sentenza. Da quel momento, saranno note le basi giuridiche sulle quali i ‘giudici delle leggi’ hanno preso la loro decisione e, quindi, la legge elettorale che ne uscira’ sara’ immediatamente applicabile.

LE REAZIONI POLITICHE “La sentenza della Consulta ci consegna una legge immediatamente applicabile e certamente migliore rispetto all’Italicum voluto da Renzi e dal Pd. Vengono sanati i punti piu’ controversi che gia’ il M5S aveva criticato in Aula. Ora subito al voto con il legalicum.” Lo scrive su Facebook la capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Affari Costituzionali Federica Dieni.

“Legge elettorale subito applicabile” dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #votosubito”. Lo scrive su Twitter il segretario della Lega Matteo Salvini. “Con qualunque legge elettorale bisogna andare ”subito alle elezioni”. Subito dopo Pasqua, “il 23 aprile sarebbe un bellissimo giorno per votare”. Cosi’ Matteo Salvini a SkyTg24 dopo la sentenza della Consulta sull’Italicum. “Il 25 aprile e’ la Liberazione, il 23 aprile penso possa essere una bella giornata di liberazione nazionale”, sottolinea il leader della Lega. “E’ una bella giornata – ha aggiunto – per la democrazia, spero che Gentiloni, Alfano e Renzi non abbiano paura del voto degli italiani”, conclude Salvini.

“La Consulta si e’ espressa, ora e’ necessario fare una legge elettorale per il Senato analoga a quella della Camera”. Lo scrive su Twitter Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato.

“Il Legalicum per ora e’ valido solo alla Camera, al Senato c’e’ ancora il vecchio Consultellum. La nostra proposta, fin dal giorno della vittoria del NO al referendum, e’ sempre la stessa: applichiamo il Legalicum al Senato con i dovuti correttivi e andiamo a votare subito. Ci vuole una legge di poche righe e i voti dei parlamentari”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo. Che aggiunge: “Ora c’e’ una legge elettorale costituzionale e pronta all’uso per il voto subito.  Non ci sono piu’ scuse – sostiene il leader M5S – la Corte Costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza alla lista al 40%. Questo e’ il nostro obiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno”, ribadisce.

“Una volta tanto bisogna fare un apprezzamento alla corte costituzionale che ha fatto una bella sentenza di sostanziale modifica dell’Italicum. Innanzitutto la sentenza e’ autoapplicativa per cui si puo’ andare a votare subito, poi e’ stato evitato il ritorno al proporzionale con la conferma del premio di maggioranza , infine abolendo la possibilita’ di scelta dei capi lista bloccati si da’ un colpo di piccone alla logica delle liste bloccate. Quindi andiamo a votare subito con questa legge e costruiamo finalmente un centrodestra sovranista e veramente unito”. Lo dice Gianni Alemanno.
“La sentenza della Corte ha dichiarato incostituzionale il ballottaggio e ha lasciato il premio di maggioranza. Non ha risolto, e non poteva farlo, l’omogeneita’ dei sistemi elettorali fra Camera e Senato, richiesta anche dal Presidente della Repubblica, che dovra’ essere realizzata attraverso il lavoro del Parlamento”. Così Fabrizio Cicchitto (Ncd).

“La Corte Costituzionale ha bocciato l’Italicum. Inascoltati avevamo individuato le criticità e i rischi di incostituzionalità fino al punto, in 24 senatori, di non votare la legge a Palazzo Madama. Avevamo ragione noi e non chi ha testardamente portato il PD e il Governo a questo nuovo fallimento. Adesso la via maestra da seguire è una sola, come ci ha indicato in più occasioni il Presidente Mattarella: approvare in tempi rapidi una legge elettorale omogenea e coerente tra Camera e Senato”. Lo ha affermato il senatore della minoranza Pd, Federico Fornaro, commentando la decisione della Consulta sulla legge elettorale. “Il Paese – ha detto- ha bisogno oggi di senso di responsabilità e di una legge che sappia trovare un corretto equilibrio costituzionale tra il principio della rappresentanza e l’esigenza di garantire la stabilità dei governi”.

“Dopo la sentenza della Consulta che boccia solennemente la legge elettorale voluta da Renzi, chiedio l’immediata convocazione del tavolo del centrodestra per verificare le soluzioni migliori per andare a votare il prima possibile”. Lo dice Ignazio La Russa (Fdi), secondo il quale la legge che esce dalla sentenza è un “Italicum corretto che somiglia molto al Porcellum”.

“La Storia da’ torto e da’ ragione”. Roberto Speranza cita Francesco De Gregori per commentare la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum. Sul suo profilo Facebook, l’esponente della sinistra del Pd pubblica la prima pagina del quotidiano Repubblica che, all’indomani del voto sull’Italicum, scriveva: “Pd, scontro finale sull’Italicum. Speranza si dimette”. Speranza rivendica cosi’ di aver avuto ragione sull’incostituzionalita’ dell’Italicum.
“Italicum smontato dalla Corte Costituzionale. Legge elettorale residua ‘immediatamente applicabile’. Subito al voto. Ricostruire rappresentanza”. E’ quanto scrive su Twitter Stefano Fassina di Sinistra Italiana.

A prescindere dalla sentenza della Consulta, comunque “il Parlamento si deve esprimere” sulla legge elettorale. Lo dice Pier Luigi Bersani parlando con i cronisti alla Camera. “Abbiamo avuto una legge votata con la fiducia, ora c’e’ la Consulta… E il Parlamento che fa? Una valutazione dovra’ farla o no? Altrimenti andiamo tutti a casa…”, sottolinea l’ex segretario del Pd.