Italiani popolo di alluvionati e terremotati – di Simona Aiuti

 

Gli esperti di meteo parlano di riscaldamento globale, della temperatura che si alza e d’inquinamento, però queste argomentazioni ci convincono poco, probabilmente perché chi vive il territorio consoce altre versioni e altre verità. Non è possibile vedere le nostre case venire giù come pan di zucchero sotto la sollecitazione di scosse di terremoto neanche troppo violente, mentre caseggiati antichi, costruiti a “regola d’arte” sfidano il tempo da secoli. Intanto, imprenditori edili senza scrupoli pur avendo costruito in modo illecito, senza permessi o pagando mazzette ad amministratori compiacenti, se ne vanno in giro indisturbati, forse nemmeno con il pensiero delle persone che negli anni sono morte, anche a causa loro, legge o non legge!

 

Negli ultimi mesi poi, le alluvioni violentissime stanno rifacendo i connotati al nostro territorio e il conto di quanti mancano all’appello è agghiacciante. Non è possibile dover guardare il cielo con apprensione per paura che si scateni il finimondo e non si può incolpare il riscaldamento globale. E’ bene interrogarsi su come vengono usati i soldi delle tasse, affinché chi amministra ci renda conto di come tiene questo martoriato territorio. Occuparsi della cosa pubblica è grande responsabilità, tuttavia la scarsa cura verso le nostre montagne, i fiumi, le chiuse, e i sistemi fognari è scandalosa.

Un tempo i contadini dicevano che la pianura si difende in montagna, curando i boschi, pulendo i letti dei fiumi, tagliando gli alberi malati, perché non cadessero, rischiando d’ostruire torrenti e affluenti. Gli incendi estivi sui monti hanno reso la terra brulla e franosa, e stiamo pagando ora, con molte vite perdute, il terribile scotto di quella negligenza. Il denaro speso per la manutenzione è silenzioso, e non porta voti, questo è il punto. Strano però che nei punti critici a rischio ci siano sempre le case dei cittadini più deboli, quelli che non possono permettersi di comprare case in luoghi più sicuri.

Al tg, quando c’è la conta di chi manca all’appello, non ci sono mai ricchi e VIP, quelli sanno forse e scappano prima, molti di loro stanno nei luoghi del potere e si mettono in salvo, non vivrebbero mai in luoghi a rischio, possono permettersi di scegliere. Sembra di sentire quel famoso camorrista cui si rimproverava d’inquinare l’acqua del proprio territorio e lui serafico rispondeva che beveva l’acqua minerale. Noi però non possiamo più permetterci di pagare le tasse a vuoto, di vedere l’Italia franare nel Mediterraneo, e con lei tutto ciò che abbiamo e che siamo. E’ bene che le varie procure della Repubblica dei luoghi disastrati e le magistrature facciano cantare le carte bollate, che indaghino e facciano viaggiare gli avvisi di garanzia. Oggi vogliamo e pretendiamo di vedere in carcere i colpevoli, quelli che non puliscono i tombini dalle foglie, che trascurano le fogne, che hanno consentito di costruire nei letti dei fiumi, che hanno usato cemento marcio e fil di ferro per costruire le case che crollano sui nostri fratelli e figli. Qualcuno deve portare via le carcasse degli animali dai fiumi, i tronchi, le immondizie che viaggiano in modo inquietante nei fiumi non solo avvelenandoli, ma facendo un tappo/diga pericolosissimo. Non vediamo che macerie, fango e per quelle vittime chiediamo che si spalanchino le porte del carcere.

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