Italiani nel mondo, Verde (Fli): Modificare subito il voto estero

L’articolo di Silvia Cerami sull’Espresso, dedicato in particolare al Sen. Juan Esteban Caselli, PdL, non ha lasciato indifferenti i nostri connazionali. Andrea Verde, che di recente ha aderito a Futuro e Libertà, interviene da Parigi come al suo solito in maniera tranchant. «L’articolo di Silvia Cerami segue quello di Battista sul Corriere e quello di tanti opinionisti italiani che si rendono conto dello spettacolo che stanno offrendo alcuni tra i nostri eletti all’estero. Non bastavano Pallaro e Di Girolamo. Nell’ultima settimana abbiamo assistito agli exploit di Antonio Razzi definito eroe da Berlusconi e di Juan Esteban Caselli che avrebbe mandato a quel paese quelli che lo invitavano a un civile confronto».

Secondo Verde é ora che i partiti facciano una severa autocritica: «Il disinteresse che i partiti, specie il Pdl, hanno mostrato verso gli italiani all’estero, ha favorito il pullulare di personaggi da operetta, incapaci di esprimersi in italiano e capaci solo di dire cose strampalate da bettola strapaesana». «La foto che immortala il sen. De Gregorio e i suoi colleghi – continua Verde – mentre promuovono la fondazione degli Italiani nel Mondo e che viene citata da Silvia Cerami nel suo articolo, sembra la locandina di un western-spaghetti degli anni 70». «Grazie a questi personaggi la politica si é trasformata in un cinepanettone: meno male che ci ha pensato l’on. Di Biagio a ridare un po’ di dignita agli eletti all’estero denunciando il tentativo di corruzione subìto e la farsa berlusconiana».

«Occorre raccogliere l’eredità di Mirko Tremaglia – sostiene Verde -, che non si é certo battuto come un leone per 40 anni per vedere emergere personaggi maccheronici. Occorre domandarsi se, in circoscrizioni così ampie, abbia un senso il voto di preferenza, e se i partiti possono avallare le candidature di personaggi che non hanno né dimestichezza con la lingua italiana, né i più elementari rudimenti politico-culturali, solamente in virtù del loro peso economico. L’opinione pubblica é sgomenta davanti al fatto che le candidature si possano comprare come le indulgenze ai tempi di Lutero».

Da ultimo, il nostro connazionale residente in Francia lancia un appello ai partiti: «Trovare un accordo per fare una buona riforma elettorale é possibile e necessario. Abbiamo perso molto tempo anche a causa del sedicente comitato interparlamentare degli italiani nel mondo guidato da Marco Zacchera che non ha combinato nulla. Ora – conclude – é giunto il momento di comportarsi con più serietà».

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