Italiani nel mondo, Terzi in Libia incassa apertura per crediti imprese Italia

In una Libia sospesa tra voglia di stabilizzazione e rigurgiti di violenza, il ministro degli Esteri Giulio Terzi porta al neonato ma non ancora decollato esecutivo di Tripoli ‘sostegno e amicizia’ e riceve, insieme alle assicurazioni che il Paese nato dalle ceneri del regime di Gheddafi non esportera’ ‘idee estremiste’ e rispettera’ gli ‘accordi internazionali’, anche una cauta apertura sulla vicenda dei 600 milioni di euro di credito dovuti alle imprese italiane dai tempi del Colonnello.

Dopo gli incontri con il presidente del Congresso nazionale libico Mohammed Megarief, il ministro della cooperazione internazionale Mohamed Abdel Aziz e, soprattutto, con il premier Ali Zidane, il capo della diplomazia italiana si e’ detto ‘soddisfatto’ per le parole del primo ministro che, in una prima assoluta, ha parlato della vicenda crediti. ‘Provvederemo ad adempiere ai nostri impegni’, ha detto ai giornalisti, ricordando pero’ che ‘siamo condizionati da circostanze da tenere in considerazione’ con ‘l’auspicio’ che amici, vicini e partner ‘comprendano le nostre esigenze e il momento che stiamo attraversando’.

La disponibilita’ dunque c’e’ ma, nonostante lo scongelamento, ieri, del miliardo di euro della Libyan Investment Authority investiti in Unicredit e Finmeccanica, i tempi si annunciano lunghi. Anche perche’ il giuramento del nuovo e incerto esecutivo libico, che ha avuto la fiducia del Congresso nazionale il 31 ottobre, e’ gia’ slittato dall’8 novembre a un imprecisato giorno della prossima settimana. Di certezze ce ne sono poche. E di conti politici da far quadrare, invece, ce ne sono molti.

In ogni caso l’Italia crede nella ‘capacita’ del governo libico di proseguire lungo il cammino della democrazia’. E ci credono, con cautela, le imprese arrivate nella capitale assieme al titolare della Farnesina: da Iveco a Saipem, da Todini-Impregilo-Salini a Italferr, alle Pmi rappresentate dalla Camera di commercio italo-libica. In fin dei conti, Eni e’ tornata ai livelli di produzione pre-crisi e i libici hanno dato la disponibilita’ politica alla realizzazione del primo lotto dell’autostrada costiera gia’ messa in cantiere all’epoca di Gheddafi. Terzi e’ convinto che ‘stabilita’ e sicurezza sono priorita’ per entrambi i governi’, e ha ricordato – inaugurando l’ambasciata d’Italia restaurata dopo gli attacchi subiti nel corso del conflitto – che ‘la democrazia non si costruisce in un giorno, ma va difesa ogni giorno’. Se non un riferimento agli incidenti dei giorni scorsi provocati da schegge miliziane piu’ o meno impazzite, certamente un monito risuonato in una capitale oggi tranquilla ma che domani, come ieri, puo’ echeggiare degli imprevedibili colpi delle armi automatiche, nonostante i buoni propositi di chi ha scritto in un murales sul lungomare di Tripoli, ‘Finally we are free’.

NESSUN COMMENTO

Comments