Italiani nel mondo, stop alle preferenze nel voto all’estero? – di Ricky Filosa

Le voci giravano già da diverse settimane: erano dei “si dice”, che però ora, secondo quanto apprendiamo, potrebbero – il condizionale è d’obbligo – diventare realtà. Anche se, dobbiamo sottolinearlo, a Roma i vari protagonisti politici che si occupano di italiani all’estero sono scettici: tutto, dicono, può cambiare da un momento all’altro.

Di cosa stiamo parlando? Del voto degli italiani nel mondo. In sintesi: oltre confine potrebbero essere cancellate le preferenze e la circoscrizione estero potrebbe non essere più divisa in quattro ripartizioni; si potrebbe quindi avere un’unica ripartizione per quanto riguarda gli italiani residenti oltre confine.

Forse martedì si comprenderà meglio se si intende andare avanti su questa linea. Chi sta lavorando alla riforma elettorale – fra questi, Violante (Pd) e Bocchino (Fli) -, quella di cui si sta parlando molto in questi giorni in Italia, si siederà ad un tavolo e valuterà le varie ipotesi. Fra queste, c’è proprio quella che prevede l’eliminazione delle preferenze, facendo in modo che – di fatto – oltre confine ci siano delle liste bloccate.

I connazionali voteranno i partiti, che sceglieranno le persone da inserire nelle varie liste: solo i capilista, naturalmente, vinceranno il ticket per entrare in Parlamento.

Premessa: inizialmente fra i partiti era molto forte la volontà di cancellare gli eletti all’estero. Troppi guai, in questa e nella scorsa legislatura, hanno coinvolto il voto dei connazionali e i loro eletti. Poi però qualcuno ha alzato le barricate: fermi tutti, gli eletti all’estero non si toccano. Quindi l’estero è stato in qualche modo recuperato. Ora, se dovesse passare il concetto del taglio del numero dei parlamentari, gli eletti all’estero verrebbero ridotti da 18 a 12 (8 deputati e 4 senatori). Ma non è ancora detto che la riduzione del numero dei parlamentari venga introdotta in questa legislatura: c’è chi lavora per farla slittare a dopo il 2013. Se così sarà, tutto rimarrà come è oggi: 18 parlamentari eletti all’estero, quasi mille eletti/nominati in Italia. Altrimenti…

Altrimenti meno parlamentari in Italia e liste blindate, appunto, oltre confine. “Collegi senza preferenza per l’estero”, dice letteralmente la proposta che Violante e gli altri si troveranno sul tavolo: i partiti individuano quelle che possono essere le persone rappresentative, secondo loro, della comunità o dell’Italia all’estero e le mettono in lista. “Così finisce la bolgia della corruzione, dei brogli e quant’altro”, spiega a ItaliaChiamaItalia uno dei 18 eletti all’estero che desidera restare anonimo, “così la finiamo con tutto questo circo”. Non solo: “I partiti – ci spiega la stessa fonte – dovranno prendersi la responsabilità di coloro che avranno scelto di mettere come capolista e quindi di portare in Parlamento”. Inoltre “anche chi non ha le risorse economiche necessarie, potrebbe avere la possibilità di rappresentare gli italiani nel mondo” alla Camera o al Senato.

Ma fra i 18 non tutti la pensano allo stesso modo: “Io sono per 12 deputati e 6 senatori, vanno difesi tutti i 18 parlamentari eletti dagli italiani nel mondo. Sono inoltre per le quattro ripartizioni elettorali all’interno della circoscrizione estero e per le preferenze”. Così a colloquio con ItaliaChiamaItalia un altro parlamentare che a Roma rappresenta i connazionali residenti oltre confine. Anche lui parla dietro la promessa dell’anonimato: “Se dovesse passare qualcosa del genere, si toglierebbe senso alla politica intesa come passione e partecipazione”, commenta ancora. E poi “altro che eliminare i brogli: quelli possono essere fatti con qualunque sistema elettorale, con preferenze o meno. Non esiste il sistema perfetto. Quello che dobbiamo fare – sottolinea – è mettere in sicurezza il voto all’estero”. Ora come ora “viviamo un momento di incertezza totale. Da parte mia, credo si debba lavorare per fare capire a tutti che le preferenze vanno mantenute e che vanno mantenute le quattro ripartizioni”.

Così stanno le cose, al momento. La situazione è in completo divenire, c’è tanta fibrillazione, in certi ambienti romani l’adrenalina va a mille. ItaliaChiamaItalia continuerà a seguire da molto vicino la vicenda, per tenere informati in tempo reale i propri lettori. Fin qui la cronaca dei fatti. Al momento opportuno, quando la nebbia che avvolge questa situazione si sarà dissipata, esprimeremo le nostre opinioni e le condivideremo sulle pagine del nostro giornale.

ricky@italiachiamaitalia.com

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