Italiani nel mondo, Sicurezza voto all’estero è priorità – di Eugenio Sangregorio

Vorrei riprendere per un attimo il discorso che ha a che vedere con l’eliminazione delle preferenze all’estero. Certo, ancora non è chiaro se la nuova legge elettorale cancellerà le preferenze per il voto degli italiani nel mondo. Tuttavia, credo sia giusto mettere le mani avanti e sottolineare con forza che l’eventualità di avere liste blindate all’estero sarebbe una follia. Capisco che i partiti politici vogliano poter scegliere da sè chi portare in Parlamento: ma possono e devono farlo attraverso le candidature. E’ qui che bisogna prestare grande attenzione, infatti: nella scelta dei candidati. I candidati siano prima di tutto persone davvero residenti all’estero, possibilmente da tempo, e non sulla carta. Siano persone che conoscono da vicino le comunità italiane all’estero, che abbiano vissuto sulla propria pelle le problematiche dei connazionali. Non possiamo cedere. In Parlamento devono arrivare i migliori, e devono essere gli italiani all’estero a sceglierli, attraverso le preferenze, non una segreteria di partito.

I connazionali che conosco e con cui ho parlato e mi sono confrontato su questo tema, desiderano chiaramente potere indicare nome e cognome della persona da inviare a Roma a rappresentarli. Altri meccanismi andrebbero contro la Costituzione, perchè è diritto dei cittadini esprimere la scelta dei propri rappresentanti. Se dovessero essere i partiti, a Roma, a scegliere chi dovrà essere il capolista e quindi l’eletto, sarebbe uno schiaffo alla legge Tremaglia, come ha già detto qualcuno. Piuttosto, concentriamoci sulla sicurezza del voto all’estero: perchè il Parlamento non discute di questo? Perchè i nostri parlamentari eletti all’estero non spingono verso questa direzione? Questo sì che è un tema a cui dare priorità! Se n’è parlato tanto, forse troppo, è ora di passare ai fatti: dobbiamo evitare che alle prossime elezioni certi furfanti possano rubare voti, sì, rubare voti, agli italiani nel mondo. Più controlli, registro degli elettori, rappresentanti di lista nei consolati, più organizzazione nello scrutinio dei voti degli italiani nel mondo. Sono solo alcuni dei punti che dovrebbero essere messi in campo per evitare i brogli e le irregolarità che abbiamo visto nel 2006 e poi ancora nel 2008. La politica che si occupa di italiani all’estero ce la farà? Noi ce lo auguriamo davvero.

*Coordinatore Movimento delle Libertà in Argentina

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