Italiani nel mondo, salvaguardia Corsi di Lingua e Cultura Italiana: no ad operazioni partitiche

pretty female college student sitting in a classroom full of students during class (shallow DOF; color toned image)

Le agenzie stampa sono state invase, in questi ultimi giorni, di comunicati altisonanti sulla difesa dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana in Svizzera, i comitati genitori e le associazioni sono stati invitati a partecipare ad una manifestazione di protesta a Basilea sabato 5 maggio prossimo, ma il vero obiettivo dell’iniziativa è chiarissimo: liquidare definitivamente gli enti gestori e difendere senza se e senza ma il contingente ministeriale inviato da Roma. Un’operazione puramente partitica e sindacale (nemmeno tutti!) con chiara proiezione elettorale. Lo si capisce dal comunicato di Grazia Francescato (da quando si occupa dei corsi?) che ha presieduto il congresso di SEL in Svizzera e da quelli rilanciati in versione elvetica dal partito stesso. Non è da meno il Partito Democratico, quello ufficiale, che ha aderito prontamente all’iniziativa.

Intanto – senza che i partiti abbiano detto una parola – la maggior parte dei docenti degli Enti Gestori sono stati licenziati in via cautelativa, anche alcuni dell’ECAP-CGIL, che ha promosso la manifestazione di sabato. A Berna, inoltre sono preannunciati a scadenza di giorni tagli e accorpamenti drastici. Tutto questo a scapito degli alunni e dei docenti degli Enti. Quello che non si capisce è cosa vogliano indicare concretamente, al di là dei proclami, questi improvvisati salvatori dei corsi.

Improvvisati perché “nessuno li ha visti” quando i docenti degli Enti Gestori protestavano davanti ai consolati contro lo smantellamento dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana. Improvvisati perché non si capisce quale soluzione intendano portare avanti, salvo quella delle dichiarazione solenni sulla inviolabilità della scuola pubblica, come se gli enti gestori non fossero espressione della comunità italiana emigrata – fatta di lavoratrici e lavoratori – che si è da sempre rimboccata le maniche per difendere l’insegnamento della lingua italiana.

I promotori sanno bene, infatti, che risorse aggiuntive non ce ne sono! Anzi, occorre tagliare ancora 4, 5 miliardi di euro sulla spesa pubblica. Le soluzioni erano state indicate mesi fa da alcuni parlamentari, ai quali avevamo manifestato e manifestiamo il nostro sostegno; ma tali soluzioni sono state boicottate proprio da coloro che ora si ergono a difensori dei corsi di lingua e cultura italiana. E allora noi diciamo, rivolgendoci in particolare alle famiglie e ai Comitati Genitori, attenzione! Attenzione all’inganno perpetrato dai partiti e da coloro che sono mossi unicamente dai loro interessi politici, sindacali ed elettorali. Ed intanto, oggi, è stato confermato tutto il personale MAE all’estero. Soluzione certamente non fra le più economiche!

Gruppo DES, Docenti degli Enti Gestori in Svizzera

La precisazione Italiani nel mondo, la replica al Gruppo Des: nessuna operazione partitica

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