Italiani nel mondo, Romagnoli (PdL): Eletti all’estero filo diretto con connazionali oltre confine

"Nell’ottica della spending review prevista dai programmi governativi, e in particolare per ciò che riguarda le riforme istituzionali, come ad esempio la riduzione del numero dei parlamentari, abbiamo letto anche di una possibile riduzione del numero di eletti all’estero. Non possiamo che rifiutare la logica dei tagli lineari che tante critiche ha suscitato nell’era Tremonti: è vero che i parlamentari sono troppi, ma non possono essere certo i rappresentanti di milioni di connazionali del mondo a dover equilibrare i bilanci: ne pagherebbero le conseguenze i più deboli e i più lontani, ai quali il ministro Tremaglia e tutta una classe politica di centrodestra, ma non solo, hanno riconosciuto il diritto ad esistere anche in patria. Ci pensino bene i partiti: pure in un mondo globale, non si possono  aprire le porte a chi cerca nuova cittadinanza, chiudendole a chi vuole poter tornare alla sua, anche nei diritti politici; se nel futuro il mondo sarà patria di tutti, non puo’ e non deve essere cancellato il valore delle radici, del sentire comune a uno stesso popolo, del legame affettivo con i padri. Non sarebbe la strategia giusta per favorire la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, che è anche un nostro preciso obiettivo". Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà.

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