Italiani nel mondo, Ma a cosa servono gli eletti all’estero? – di Roberto Pepe

Una considerazione scaturita proprio dagli articoli redatti da ItaliaChiamaItalia, in questi ultimi giorni. Perché sono quasi tutti dell’opposizione – del PD e dell’IDV -,  i forsennati sostenitori delle circoscrizioni estere? Semplice, perché all’estero è in corso una campagna denigratoria massiccia tra TV (tra le quali spicca Rai News) e riviste straniere foraggiate ed alimentate con una incredibile cattiveria da elementi (giornalisti e politici) dell’opposizione con informazioni e notizie, tutte tendenti a denigrare il Governo in carica col suo massimo esponente Berlusconi, ridicolizzato in tutte le salse! Le votazioni degli italiani all’estero, pertanto, sono ormai inquinate da demagogici costanti messaggi contro il centrodestra. E’ finita l’epoca del romanticismo del brokkolino che votava per la fiamma tricolore del romanticissimo On. Tremaglia! Ed in questo tranello continuano a cadere anche quelli del PdL.

Fin dall’inizio, noi di ItaliaChiamaItalia, che non abbiamo pretese elettorali, o rimborsi elettorali, o interessi di alcun genere, ne’ materiali, ne’ politici legati a tale istituzione, ma di contro, abbiamo la pretesa di parlare semplicemente con gli italiani sparsi in tutto il mondo, abbiamo denunciato, da subito, la inconsistenza politico-filosofica di tale tipo di elezione. La nostra è una critica alla base delle pretese di rappresentatività reale dell’eletto nelle varie circoscrizioni estere. Costui, infatti, abbiamo già chiaramente denunciato, motivandolo con esemplificazioni, non rappresenta, nella “substantia”  assolutamente nessun italiano all’estero, in quanto, per questo elettore, egli, come singolo specifico parlamentare, non può fare concretamente assolutamente nulla! Può far aver qualche sovvenzione, qualche diploma da Cavaliere, ma, in quanto ad interventi strutturali, avrebbe bisogno dell’appoggio compatto di tutti gli eletti all’estero, che, appartenendo a partiti diversi, non voteranno mai compatti.

E tutto questo, si badi bene, a prescindere dalle ruberie, raggiri, inciuci, intrallazzi, giochetti di clan, boss, mafiette locali, che il Sistema ha messo in piedi, a causa della propria scarsa identificabilità e vacuità che si presta ad essere strumentalizzata da qualsiasi politicuzzo da strapazzo.

E’ inutile invocare la comunione di interessi tra destra e sinistra nell’intento di salvare qualche sparuto parlamentare, ancora puro e illibato.

Questo eletto, abbiamo constatato, non ha fatto assolutamente niente e non può fare assolutamente niente a favore del proprio collegio. L’eletto deve dar conto al proprio elettore di quanto ha fatto nel Parlamento italiano. Mi sa dire qualcuno: all’elettore della Cina o dell’Africa, cosa è stato offerto di tangibile? O quantomeno di utile, pratico, di italiano? Un giornale? Una trasmissione radio TV in italiano? Forse solo qualche pranzo durante il Natale al Consolato? A questo servono i Parlamentari eletti all’estero?

Ma se ultimamente ho girato per la Germania (parlo quindi del cuore dell’Europa) ed in nessun albergo (quelli di primaria importanza) viene trasmesso in stanza neanche un telegiornale della RAI. Sono stato una settimana senza avere notizie dall’Italia, se non del Bunga Bunga che i nostri parlamentari d’opposizione continuano stupidamente a propagandare nelle TV e nelle riviste straniere!

L’Italiano all’estero viene meglio salvaguardato se esiste un Dipartimento Interministeriale per gli italiani all’estero – sul tipo di quello operativo che esiste alla Farnesina con Sala per il pronto intervento, operante 24h -, ma per le questioni a più largo respiro istituzionale, a livello strategico, che riguardino il lavoro, il commercio, il turismo, la cultura ed il supporto ai residenti all’estero. Non può essere il piccolo deputato della Nuova Zelanda che viene e va a spese del contribuente ad interessarsi dei problemi di mezzo Mondo del Sud. Questi, è stato dimostrato, viene strumentalizzato, invece, dai rispettivi partiti di appartenenza per le votazioni di problemi meramente italiani per gli italiani d’Italia. E’ solo diventato un numero nel proprio partito!

E’ meglio che l’Italiano all’estero voti, come una volta e come fanno tutte le altre nazioni, per il Parlamento centrale al quale sarà demandato il compito di stabilire, di comune accordo, un progetto valido (appunto interministeriale) d’intervento e sostenibile per gli italiani nel mondo, attualmente, francamente, abbandonati del tutto!

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