Italiani nel mondo, L’Italia non chiuda la porta agli italiani all’estero – di Eugenio Sangregorio

In questi ultimi giorni da Roma mi stanno arrivando strane voci, secondo le quali c’è chi vorrebbe non solo diminuire il numero dei parlamentari eletti dagli italiani all’estero, ma addirittura cancellarli del tutto. Sarebbe un tremendo errore! L’Italia dimostrerebbe così di non avere alcuna considerazione dei milioni di italiani che conservano nel loro cuore l’amore per la madrepatria e vogliono contribuire e partecipare alla costruzione del suo destino.  

Avere in Parlamento dei rappresentanti degli italiani all’estero costituisce senza dubbio una grande opportunità che non puo’ essere cancellata. Certamente, i gravi episodi a cui abbiamo assistito durante questa legislatura – penso ad esempio al caso di Nicola Di Girolamo, ma potrei citarne degli altri – non hanno fatto bene alla politica che si occupa di emigrazione; così come non fanno bene agli italiani nel mondo quegli eletti all’estero che non hanno saputo svolgere in pieno la loro funzione, quella di difendere gli interessi dei connazionali, ma anche di riuscire a rappresentare un anello di congiunzione fra l’Italia e i propri Paesi di residenza.

Noi del Movimento della Libertà di certo non ci arrendiamo. Sappiamo bene che l’Italia vive una grave crisi economica, sappiamo che il 2012 sarà un anno di forte recessione per la Penisola, e proprio per questo siamo impegnati da una parte per diffondere sempre più qui in Argentina la visione politica del presidente Silvio Berlusconi e del segretario del PdL, Angelino Alfano, ma anche per aprire nuovi percorsi di strategia economica comune con la terra che amorevolmente ci ha accolto, l’Argentina, e ci ha dato grandissime soddisfazioni.

Abbiamo già importanti contatti con istituzioni e imprese qui sul territorio e contiamo di potere offrire attraverso la nostra organizzazione di sostegno a chi volesse trasferirsi concrete possibilita’ di sistemazione dignitosa e di successo lavorativo.

Durante questa legislatura abbiamo visto che fra gli eletti all’estero c’è stata troppo spesso invidia, e gelosia, e competizione politica, che non fanno bene all’universo degli italiani nel mondo. Non era certo questo l’obiettivo dell’indimenticabile Mirko Tremaglia: al contrario, lo storico ministro degli italiani all’estero aveva pensato a dei rappresentanti politici in grado di difendere le comunità italiane residenti all’estero anche contro gli stessi partiti, se ce ne fosse stato bisogno, come del resto ha fatto lui, sempre.

Sarà proprio questo che farò presente nel mio prossimo viaggio a Roma ai vertici del Popolo della Libertà. A loro cercherò di spiegare come sia importantissimo il ruolo degli italiani all’estero. Il PdL deve aprire gli occhi e guardare alle comunità residenti nei cinque continenti: molti connazionali si riconoscono nei valori del partito fondato da Silvio Berlusconi, molti italiani nel mondo potrebbero dare all’Italia quella necessaria marcia in più, proponendo nuove relazioni commerciali a tutto vantaggio della nostra economia.

Ridurre il numero dei parlamentari è la risposta alle giuste istanze di una popolazione che affronta grandi sacrifici e chiede equità; ma cancellare del tutto la politica nelle sue forme rappresentative più simboliche, in un momento in cui le celebrazioni dell’unità d’Italia travalicano i nostri confini, sarebbe segnale di incoerenza, e perfino di tradimento, per quei valori unificanti della nazione che abbiamo saputo esportare in tutto il mondo.

*Coordinatore Movimento delle Libertà Argentina

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