Italiani nel mondo, italiani e spagnoli protagonisti in Argentina – di Alfredo Llana

Gli italiani e spagnoli all’estero, ognuno con la propria legislazione elettorale, esercitano i diritti politici nell’eleggere, tra l’altro, chi governerà le terre di origine. In questo senso, Buenos Aires, città costruita dagli immigrati e abitata oggi dai loro discendenti, ha la peculiarità di essere contemporaneamente il maggiore distretto elettorale all’estero per entrambe le collettività. Molte volte, i fatti politici che coinvolgono italiani o spagnoli in questa città diventano mobilitazioni di massa. Indubbiamente l’immenso contributo, culturale e di sangue, dei flussi migratori fece di Buenos Aires una città aperta, dove, sebbene con difficoltà all’inizio, entrambe le collettività hanno mantenuto i propri legami e identità culturali originari. Questa caratteristica fa sì che, sia italiani che spagnoli, a Buenos Aires, e nel Paese in generale, si comportino come il resto della società argentina, poiché hanno gli stessi interessi.

Di fronte all’attuale crisi europea, la stragrande maggioranza, dal Sud del mondo, reagisce con un misto di stupore e incredulità, rifiutando le "ricette" neoliberali che guidano le politiche messe in atto da tempo nel Vecchio Mondo. Per i progressisti della regione, il paragone con le realtà che stanno vivendo i paesi sudamericani diventa naturale, considerando che nel subcontinente americano queste ricette sono rimaste nella memoria collettiva recente come un’esperienza negativa e devastante. In questo quadro, a metà marzo, il Partito Democratico di Buenos Aires e il Partito Socialista operaio Spagnolo dell’Argentina hanno organizzato nella sede di Buenos Aires dello PSOE una Tavola Rotonda dal titolo "Crisi Mondiale. Risposta europea ed alternativa sud-americana". Come relatori, hanno preso parte l’ex ministro agli affari esteri argentino Jorge Taiana, l’ex direttore della Banca Centrale Arnaldo Bocco, l’economista Félix Marcos ed il giornalista Pedro Brieger. A coordinare le relazioni é stato Eduardo Sigal, già Sottosegretario di integrazione latinoamericana del governo Kirchner.

Davanti ad un pubblico di 150 persone, i partecipanti hanno analizzato l’origine e lo sviluppo della crisi, le sue possibili conseguenze e le vie d’uscita, illustrando i modi differenti con cui Europa ed America latina la stanno affrontando. Si è arrivato a discutere del protagonismo dei movimenti sociali, specialmente quello delle donne, nella conformazione del mondo attuale e nell’incorporazione di nuovi valori (diritti civili, sociali, della Terra, il concetto della "vita buona" in Bolivia o Ecuador) come obiettivi di sviluppo da raggiungere. Alcuni dei relatori hanno arricchito le loro esposizioni con aneddoti raccolti nel corso della loro esperienza nella funzione pubblica. Tutti hanno rilevato l’importanza di questa iniziativa organizzata da due partiti, con solide radici nel progressismo europeo, come il PD ed il PSOE, l’importanza che ha avuto questo momento di riflessione critica sulla responsabilità che le forze politiche ed altri fattori di potere europei hanno avuto nell’accelerazione della crisi scaricando tutto sui lavoratori. Con la speranza che questa possa essere la prima di una serie d’iniziative in cui gli italo-argentini e gli ispano-argentini progressisti possano riflettere insieme su come far fronte alla complessità del mondo attuale.

*segretario Circolo Pd Buenos Aires

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