Italiani nel mondo, Il Maie? Un’opportunità per gli italiani all’estero – di Andrea Verde

Ricardo Merlo é riuscito a sorprendermi. Lo devo confessare; inizialmente ero molto scettico sulla possibilità che un movimento nato in Sud America potesse svilupparsi anche nel resto del mondo. Pensavo si trattasse di un movimento a base regionale con pochissime possibilità di aggregare consensi fuori dai propri confini. E invece il suo leader fondatore, l’On. Ricardo Merlo, ha dimostrato un acume politico assai raro tra gli eletti all’estero. Invece di coltivare esclusivamente il proprio orticello é partito alla ricerca di consensi riuscendo a realizzare due colpi magistrali: l’adesione al suo movimento di Gian Luigi Ferretti e di Ricky Filosa, vale a dire dei direttori dei due principali portali di informazione degli italiani all’estero. Ferretti é da circa tre settimane il coordinatore del Maie per l’Europa, Filosa ha accettato di dirigere il movimento nel Centro America. Chapeau! 

Con questa mossa non solo Merlo si é assicurato l’esperienza di due persone che conoscono benissimo il mondo dell’emigrazione, ma si é garantito una copertura mediatica che rischia di essere fondamentale in vista delle prossime elezioni.

Voglio concentrare la mia breve riflessione sull’Europa, il continente in cui vivo ed opero. Gian Luigi Ferretti é senza dubbio il decano degli italiani all’estero. Conosce ogni minimo dettaglio, fa parte del comitato di Presidenza del Cgie, ha vissuto in prima persona tutto l’iter legislativo che riguarda gli italiani nel mondo. Ha un grande bagaglio culturale ed é sufficientemente smaliziato per evitare le trappole e le insidie che mineranno il cammino del movimento da qui alle elezioni. Non é casuale che abbia già raccolto un grande numero di adesioni e molte altre giungeranno nelle prossime settimane. Sa benissimo che il mondo dell’emigrazione attraversa una crisi di credibilità senza precedenti. Tra i parlamentari moltissimi vorrebbero sopprimere la circoscrizione estero al punto che siamo arrivati al paradosso che i senatori del Pdl abbiano votato per l’eliminazione dei senatori eletti all’estero.

Quando si parla di italiani all’estero molti storcono il naso, mostrano un fastidio evidente. I casi Pallaro e Di Girolamo per non parlare delle stravaganze di chi per un breve periodo ebbe la responsabilità di guidare il Pdl nel mondo, pesano come macigni sulla credibilità degli italiani nel mondo. Al tempo stesso non si possono scordare tutte le umiliazioni che abbiamo dovuto subire; tagli indiscriminati, la vicenda dell’Imu, il rinvio delle elezioni di Comites e Cgie sono solo alcuni degli esempi che dimostrano quanto poca sia la considerazione di cui godiamo nel palazzo.

I partiti tradizionali hanno dimostrato di considerare gli italiani nel mondo come dei piantagrane, dei cittadini di serie B che non meritano di partecipare a pieno titolo alla vita politica del nostro Paese. Noi abbiamo le nostre colpe indubbiamente, ma nessuno può contestare l’amore che nutriamo verso il nostro Paese e nessuno può pensare di escluderci.

Ferretti ha davanti a sé un compito arduo; dovrà riuscire ad organizzare un movimento che dovrà avere un riferimento politico nazionale per non ripetere il flop della lista Tremaglia nel 2006 e che dovrà confrontarsi con una sinistra ben organizzata sul territorio, grazie alla presenza dei patronati e alla supremazia negli Istituti di cultura. Impresa non facile, ma non impossibile. Il riferimento politico nazionale sarà, con ogni probabilità, rappresentato da Pierferdinando Casini e dal partito della Nazione che dovrebbe nascere nei prossimi mesi. Equidistante sia dal Pdl di Berlusconi e dalla Lega e sia dalla foto di Vasto (Vendola, Di Pietro, Bersani).

Probabilmente nel partito della Nazione confluirà pure Fli ed é facile supporre che Ferretti dovrà confrontarsi con Aldo Di Biagio e con quello che resta della sua rete in Europa. Conoscendo l’abilità di Ferretti non mi sorprenderei se riuscisse a coinvolgere molti scontenti del Pdl che non si sentono rappresentati dagli attuali coordinatori e sono delusi dal ritorno di Berlusconi. Il programma che verrà elaborato nelle prossime settimane sarà una sintesi di problematiche che riguardano il mondo dell’emigrazione arricchito dai contributi che gli italiani all’estero potranno dare, grazie alla loro esperienza, su temi cruciali come l’integrazione e la cittadinanza. Bisognerà gestire velleità ed ambizioni personali, limitare la litigiosità interna e le alzate di ingegno di chi é solito sproloquiare a sproposito. Occorrerà anche fare un uso intelligente dei social network, strumenti indispensabili per la ricerca di consensi. Una scommessa impegnativa che Ferretti, grazie alla sua esperienza, é in grado di vincere.

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