Italiani nel mondo, il Cgie? Bastano Comites ed eletti all’estero – di Joe Cossari

Leggendo i commenti sulle istituzioni elette come il Comites mi sono ricordato di un articolo che ho scritto un po’ di tempo fa; dicevo le stesse cose che si stanno dicendo ora, ma all’epoca nessuno mi ha ascoltato.

Credo che il Comites debba essere il punto di riferimento per la comunità e per i Parlamentari eletti all`Estero; quest’ultimi diventerebbero il punto di connessione tra il Comites e il Parlamento Italiano.

Questi due livelli di governo potrebbero lavorare bene assieme, assicurandosi che i finanziamenti pubblici siano impiegati efficacemente, come nel caso delle Camera di Commercio. Inoltre, dovrebbero promuovere le attività commerciali italiane, favorire gli scambi culturali e tutelare i diritti della nuova onda migratoria proveniente dall’Italia.

A mio avviso dovremmo liberarci del CGIE, che non è un organo eletto, i Comites e gli eletti al Parlamento sono sufficienti. Inoltre ritengo che l’elettorato sia troppo ampio per due rappresentanti  della nostra circoscrizione  e a mio avviso  dovrebbe essere diviso in due circoscrizioni.

Cari legislatori il commercio è ciò che ci ha portato dove siamo oggi; i prodotti italiani hanno avuto successo in tutto il mondo anche grazie a chi ha lasciato il proprio paese e si è trasferito all’estero. Non ci hai dato nulla quando siamo partiti e siamo stati dimenticati per troppo tempo, mentre noi pensavamo all’Italia e promuovevamo i suoi prodotti. Oggi siamo ancora fieri delle nostre origini, siamo italiani orgogliosi e vi siamo accanto nei momenti di difficoltà come fratelli. E per aiutare l’economia italiana continuiamo a comprare i prodotti italiani, sperando che questa crisi passi presto. Non chiedeteci di rinunciare al nostro diritto di voto, alla nostra nazionalità: siamo italiani come voi.

Gli italiani all’estero sono cittadini italiani che hanno diritto di rappresentanza, toglierla significherebbe venire meno a un diritto basilare della democrazia. Se l’intenzione è privarci di questo diritto, l’Italia dovrebbe unilateralmente dichiarare che gli italiani all’estero non sono italiani. Affinché siamo italiani, abbiamo il diritto di voto, votare è nostro sacrosanto diritto come lo è votare per la nostra rappresentanza in loco. In conclusione, non dovrebbero esserci candidati e soggetti sconosciuti non rappresentativi, scelti in Italia per motivi puramente politici.

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