Italiani nel mondo, il caso Pizzolato divide gli eletti all’estero: ecco perchè

E’ di qualche giorno fa la richiesta di 21 senatori, tra cui anche Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare eletto nella ripartizione estera Europa, al ministro Orlando di soprassedere all’estradizione di Pizzolato, così come aveva stabilito a metà febbraio la sentenza della Corte di cassazione. La posizione dei senatori è motivata dal principio che l’Italia non può acconsentire che un suo cittadino sconti la pena in un Paese le cui carceri non soddisfino i requisiti di rispetto della dignità della persona, secondo quanto affermato da Amnesty International.  

Renata Bueno, deputata eletta con l’Usei nella ripartizione estera Sud America e residente in Brasile, più volte ha sollecitato il governo italiano a lasciare che Pizzolato possa ritornare in Brasile a scontare la sua pena. Oggi in una nota la deputata commenta la richiesta che i suoi colleghi senatori hanno rivolto al ministro della Giustizia italiano: “Non sono affatto d’accordo con i miei colleghi senatori – afferma Renata Bueno -. Pizzolato è l’unico tra tutti i condannati del ‘mensalao’, il più grave scandalo di corruzione che la storia brasiliana ricordi, a non essere in carcere proprio per aver sfruttato impropriamente lo status di doppio cittadino italo-brasiliano”.

Bueno ricorda di avere incontrato il ministro Orlando subito dopo la sentenza della Corte di Cassazione, e di avergli “rivolto la richiesta di tutti gli italo-brasiliani che non possono accettare che proprio un italo-brasiliano sfrutti la doppia nazionalità per sottrarsi alla giustizia brasiliana”.

Bueno più volte ha chiesto l’estradizione di Pizzolato verso il Brasile, dimenticando però il caso Cesare Battisti che continua a gridare vendetta. Caso, però, di cui parla adesso: “E’ di oggi la decisione di un giudice federale di Brasilia che ha cancellato la concessione del soggiorno a Battisti, con la conseguente sua espulsione in uno dei paesi di provenienza (Francia o Messico). Quest’atto può essere letto come un tentativo da parte brasiliana di mitigare le complicate relazioni tra i due paesi e spingere verso una decisione del governo italiano a favore dell’estradizione di Pizzolato. Farò quanto in mio potere – assicura Bueno -, presso i governi italiano e brasiliano, perché entrambi i condannati siano affidati alle competenti autorità dei rispettivi paesi che ne hanno richiesto l’affidamento”.

PETRUZZIELLO (CGIE), “BUENO VUOLE SOLO SPAZIO NEI MEDIA LOCALI” Intanto sul caso interviene anche l’avvocato Walter Petruzziello, consigliere del Brasile nel CGIE, e in merito alla suddetta interrogazione scrive ai senatori una lettera molto chiara, nella quale fra le altre cose sostiene che in effetti la condizione che si vive nelle carceri brasiliane è “disumana”. E poi commenta le mosse di Renata Bueno: “vi posso assicurare che la posizione dell’On. Bueno Renata, residente proprio nella mia circoscrizione, in favore dell’estradizione è una posizione per farsi citare nei mass media locale. Il fatto è che nel passato recente l’On. Bueno ha rilasciato interviste ai telegiornali locali sul caso Pizzolato, utilizzando informazioni che aveva sentito proprio da me facendo finta di averle ottenute dal Governo Italiano. Dico questo perché come legale di fiducia del Consolato Generale d’Italia da quasi 30 anni, conoscevo tutta la faccenda di come Pizzolato ha ottenuto il riconoscimento della cittadinanza ed il passaporto italiano. D’altronde necessario sottolineare che Pizzolato aveva e ha il diritto alla cittadinanza italiana e non si è trattato di una cittadinanza ottenuta di modo irregolare”.

Petruzziello ricorda inoltre che il Presidente Lula decise di non autorizzare l’estradizione di Battisti, a suo tempo autorizzata dalla Corte Suprema del Brasile (STF).

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