Italiani nel mondo, Gli eletti all’estero? Ve li regaliamo – di Rosario Cambiano

Egregio sig. Pepe, ho letto con attenzione il suo articolo che in effetti ha una certa sostanza, ma in diverse parti non posso assolutamente concordare. Prima di tutto intendo comunicarle che fino a qualche anno fa, circa sei, la Rai si trovava anche negli hotel. Quando poi si sono accorti che il canale lo facevano pagare come un canale trasmesso via cavo, allora la Rai ha tagliato la connessione. Se comunque fosse andato in qualsiasi bar italiano, avrebbe potuto vedere non solo la Rai, ma anche tutta MediaSet e altri canali ancora.

Ma è un altro il motivo del mio intervento. Lei, nel suo ultimo articolo pubblicato su ItaliaChiamaItalia, dà la colpa del fallimento degli eletti all’estero alla troppo vasta circoscrizione. La verità è che la maggior parte degli emigrati non solo non conosce questi eletti all’estero, ma non sa neppure che esistono.

Vede, egregio Pepe, la maggioranza degli italiani nel mondo non ha bisogno del sussidio Consolare, come fanno credere i sinistrorsi e vari finiani all’estero. Noi – parlo per l’Europa, per la Germania in particolare – tanti servizi li abbiamo sul posto. Ma cone dice giustamente lei, la propaganda e i giornali, tutti di sinistra, che campano grazie ai contributi che ricevono, hanno tutto l’interesse nel dire il contrario. Quello di cui gli italiani all’estero hanno bisogno sono parlamentari a Roma degni di rappresentarli; parlamentari che invece di perdere il tempo e curarsi solo il proprio gregge a spese dei contribuenti italiani, si dessero da fare per risolvere i problemi. In questo modo potrebbero fare molto, perchè gli italiani residenti oltre confine potrebbero fare molto per l’Italia. Lei, caro Pepe, avrà certo letto tante volte che gli italiani all’estero "sono una risorsa". Ma gli eletti nel mondo sono capaci di farla fruttare? Di rendere protagonista questa risorsa in Italia? Non credo.

Un Dipartimento Interministeriale per gli italiani all’estero, come lei propone, non sarebbe male; dovrebbe anche intervenire quando vengono fatti degli abusi nei confronti dei connazionali. Mi vengono in mente, a proposito, alcuni casi: quello della signora Colombo, quello di Carlo Parlanti, e ancora quello dei truffati da Giacchetta, in Svizzera.

In conclusione, vorrei dire che prima della creazione della Circoscrizione estero, eravamo in ogni caso, come italiani nel mondo, abbandonati a noi stessi. Non possiamo tornare indietro. Ciò che va migliorato è il meccanismo di voto elettorale all’estero: quello attuale, contribuisce a regalare immeritate poltrone a persone che poi danno al governo la colpa del proprio fallimento. E che non fanno nulla a favore degli italiani all’estero che li hanno inviati in Parlamento.

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