Italiani nel mondo, Garavini (Pd): Decreto liberalizzazioni favorisce messa in sicurezza voto all’estero

“Il Decreto liberalizzazioni contribuisce indirettamente a migliorare il voto per gli italiani all’estero”, lo dice Laura Garavini, deputata del Partito Democratico eletta nella Circoscrizione Estero – Europa, commentando il decreto all’esame questa settimana in aula, alla Camera.

“Il Governo ha messo in atto un piano per accelerare il rilascio delle nuove carte d’identità elettroniche, che andranno gradualmente a sostituire le vecchie carte cartacee. La nuova carta servirà anche come tessera sanitaria, come codice fiscale e consentirà l’accesso ai servizi messi a disposizione dalle varie amministrazioni italiane”, spiega la deputata PD.

“Una novità positiva per tutti i cittadini, perché si mette fine al proliferare di carte che aumentano la burocrazia e generano confusione. E una novità doppiamente positiva per gli italiani all’estero, perché ai fini del rilascio alle nuove carte elettroniche il Ministero dell’Interno e il Ministero degli Affari esteri saranno anche obbligati ad allineare i rispettivi dati sugli italiani nel mondo”, aggiunge Laura Garavini.

“In relazione al voto per corrispondenza, il disordine negli archivi dei Ministeri continua a generare disguidi che finiscono di fatto per negare il diritto di voto a circa un quinto degli elettori all’estero. Una situazione intollerabile sulla quale ero intervenuta alcuni mesi fa, ottenendo dal Parlamento l’approvazione unanime di una mozione per la messa in sicurezza del voto all’estero”.

“Tra l’altro, la vecchia carta d’identità cartacea genera ormai perplessità da parte dei funzionari dei Paesi di residenza degli italiani all’estero, dove la carta elettronica è stata introdotta già da diversi anni. Ora finalmente qualcosa inizia a muoversi”, conclude Laura Garavini. “Naturalmente anche le buone disposizioni sono tali se trovano una efficace e corretta applicazione. A seguito del depotenziamento della rete diplomatico-consolare portato avanti negli ultimi anni, occorre riflettere sul modo in cui la nostra amministrazione all’estero possa essere messa nelle condizioni di rispondere ai crescenti compiti operativi che le vengono affidati”.

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