Italiani nel mondo, Fedi (Pd): Patronati all’estero parte fondamentale della storia dell’emigrazione

“L’impegno per i più deboli, la solidarietà, la necessità di tutelare i diritti delle persone, dei cittadini e dei migranti, sostenendone l’integrazione sociale ed economica, sono parte della cultura e della tradizione politica dei Patronati e sono parte della storia dell’emigrazione. Il Patronato INAS-CISL, in quarant’anni di attività in Australia, ha contribuito a costruire una rete di sostegno e di assistenza per tanti connazionali e per tanti migranti” – ha dichiarato l’On. Marco Fedi nel messaggio di saluto rivolto ai partecipanti alla conferenza sui servizi INAS svoltasi a Melbourne il 19 maggio.

“Abbiamo sempre più bisogno di tutelare diritti. Senza frontiere territoriali, nazionali o generazionali. Abbiamo bisogno di un chiaro impegno per l’equità, per garantire servizi ai più deboli, per offrire risposte ai bisogni di tante persone in difficoltà, oltre i confini nazionali, nel contesto di una globalizzazione che, quando è senza controlli e regole, produce solo povertà e spesso dimentica la condizione umana”.

“Abbiamo bisogno dei Patronati, della loro storia e cultura e del loro lavoro. In Italia e nel mondo. L’INAS-CISL in Australia ha legato la sua presenza alla storia della comunità italiana, ai momenti di sofferenza ma anche ai tanti risultati positivi culminati con la ratifica degli accordi bilaterali di sicurezza sociale, sanitario e fiscale”.

 “Abbiamo ancora bisogno del vostro lavoro, per ristabilire un rapporto di fiducia con l’Italia all’estero, con i cittadini italiani nel mondo che continuano a chiedere parità di trattamento, equità ed efficienza nel rapporto con la pubblica amministrazione italiana”.

“E davvero possiamo lavorare insieme per restituire dignità al rapporto tra cittadini e Stato, tra utenti e pubbliche amministrazioni, anche attraverso l’insostituibile azione di sussidarietà e mediazione dei Patronati”. “Per questa ragione ogni ulteriore taglio al fondo dei patronati rappresenterebbe una riduzione della capacità di rispondere alle vecchie e nuove povertà in un momento di crescente bisogno di assistenza e tutela dei più deboli”.

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