Italiani nel mondo, Fedi (Pd): il 730 per dipendenti pubblici che lavorano all’estero

On. Marco Fedi, Pd

La possibilità di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi, anziché l’«Unico», è stata oggetto di numerose iniziative, ordini del giorno e proposte di legge.

Si tratta in effetti di una semplificazione amministrativa che renderebbe più semplice, per alcune categorie di dipendenti pubblici, effettuare le operazioni di conguaglio, possibili con il 730, oltre ad una maggiore rapidità nella compilazione della dichiarazione.

Il Governo ha accolto l’ordine del giorno, presentato dai deputati Fedi, Bucchino, Porta, Garavini, Narducci e Farina. Ora auspichiamo – ha sottolineato Fedi – che si possa ottenere questo risultato in tempi brevi.

L’Agenzia delle entrate ha precluso definitivamente l’utilizzo del modello «730» per i residenti all’estero. I cittadini italiani residenti all’estero che producono un reddito soggetto a imposizione fiscale in Italia, sulla base della normativa nazionale o in conformità a convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali, dipendenti di pubbliche amministrazioni dello Stato italiano, devono avere gli stessi doveri e diritti e quindi devono poter accedere a procedure semplificate e a operazioni di conguaglio in sede di versamenti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche da parte del sostituto d’imposta stesso. Per questa ragione, con il nostro ordine del giorno, abbiamo impegnato il Governo a modificare l’articolo 37 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, consentendo, in una logica di piena equiparazione di diritti e di doveri per coloro i quali lavorano alle dipendenze di un’amministrazione pubblica italiana che agisca anche da sostituto d’imposta, la possibilità di utilizzare il modello «730» per la dichiarazione dei redditi a prescindere dalla residenza.

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