Italiani nel mondo, Fantetti (PdL)? Un bel tacer non fu mai scritto – di Gian Luigi Ferretti

La brava Barbara Laurenzi di ItaliaChiamaItalia è stata abilissima. Ha intervistato il sen. Fantetti e lo ha lasciato parlare a ruota libera, col risultato che il poveretto è uscito ingenuamente allo scoperto mettendo impietosamente a nudo il suo pressappochismo. Anzi, più che un’intervista sembra una seduta spiritica viste le cose dell’altro mondo che il Fantetti spara senza ritegno.

Per esempio sostiene che il Pdl sta andando alla grande in Europa e che lui e Picchi sono onnipresenti con attività importantissime per gli italiani nel mondo, tipo una serata (non sarà mica stato uno dei famosi champagne party?) all’Istituto di Cultura per il candidato sindaco di Londra Boris Jhonson. Italiani all’estero per i quali è stato tagliato tutto quello che poteva essere tagliato col voto dei due parlamentari del Pdl. Ma questo non frena il nostro dal vantare "tutti i miei interventi su materie come finanza e bilancio". Proprio il giorno in cui politici seri, che hanno davvero a cuore i connazionali all’estero, hanno strappato al Sottosegretario De Mistura l’impegno a ripristinare i fondi per lingua e cultura.

Ma veniamo al vaneggiamento più clamoroso: "I francesi hanno votato su un sistema identico al nostro, suggerito proprio da noi molti anni fa nel corso di un incontro a Bruxelles". Ma mi faccia il piacere! Intanto i francesi hanno votato per il Presidente della Repubblica. Cosa ci sarà in questo di simile a noi? Senza contare che, persistendo, senza sprezzo del ridicolo, nella sua completa ignoranza (voce del verbo ignorare), la spalla del duo di Picchi afferma: "Hollande è venuto in Inghilterra a sostenere il candidato locale". Non c’erano candidati locali – caro Fantetti – i candidati erano Hollande e Sarkozy. Caso mai ci sarà stato qualche esponente socialista locale che sosteneva Hollande. Come vede, l’esatto contrario.

E’ chiaro che il povero Fantetti confonde le elezioni presidenziali con le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale che si terranno a giugno con il voto, per la prima volta, dei francesi all’estero che eleggeranno, sempre per la prima volta, 11 loro deputati. Ma, in questo suo straparlare per sentito dire, chissà cosa c’entra un fantomatico "incontro a Bruxelles". E chi sarebbero i "noi" che avrebbero fatto da suggeritori ai francesi? La verità storica  è che, in occasione delle elezioni presidenziali del 22 aprile 2007, il candidato Sarkozy venne a Roma per incontrare i francesi in Italia. Il Consigliere del Cgie francese (l’Afe) in Italia, esponente dell’UMP, invitò il sottoscritto assieme ad alcuni esponenti politici italiani di primo piano. Nel corso dell’incontro uno del pubblico chiese al candidato Sarkozy perché la Francia non adottasse una legge simile alla Legge Tremaglia. Sarkozy si mostrò interessato e chiese maggiori informazioni. Fini indicò proprio lo scrivente per spiegargli brevemente la legge. Lo fece e Sarkozy promise solennemente di introdurre qualcosa di simile in Francia. E così fece l’anno dopo.

Con la revisione costituzionale del 23 luglio del 2008 venne introdotta la rappresentanza parlamentare dei francesi nel mondo. E, in realtà, a parte il principio, le differenze con il nostro sistema sono notevoli:

-votano solo coloro che si iscrivono nelle liste elettorali;
-voto con 4 modalità: corrispondenza, elettronico, per delega o nei Consolati;
-collegi uninominali a doppio turno (uno ogni 110.000 residenti);
-si candida chiunque abbia la cittadinanza francese, risieda in Francia o all’estero.

Caro Fantetti, non è mai troppo tardi per imparare. Quando la sua presunta frenetica attività glielo permetterà, noi siamo qui, pronti a darle lezioni, gratuitamente. Nel frattempo accetti un consiglio: meglio tacere che sparare cazzate a casaccio.

*direttore de L’Italiano

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