Italiani nel mondo e voto all’estero, Narducci (Pd): nonostante i miei emendamenti voteremo con regole incerte

Nel corso dell’esame del decreto legge Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nell’anno 2013 – di cui sono stato relatore in Commissione affari esteri – ho presentato due proposte emendative tese a garantire più trasparenza e correttezza nell’esercizio del diritto di voto all’estero, mediante la previsione dell’istituzione di un comitato di controllo elettorale in grado di monitorare le fasi del voto e la correttezza delle procedure, e mediante l’applicazione di regole volte ad evitare brogli. Emendamenti che tra l’altro rappresentano  una chiara risposta a quanto evidenziato oggi, da  Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera, e che rendono più difficile i tentativi di raccolta delle schede durante le elezioni, prevedendo l’obbligo di allegare nella busta da inviare al Consolato competete – separata da quella contenente la scheda votata – la fotocopia di un proprio documento di identità in corso di validità”. Lo ha dichiarato l’on. Franco Narducci a margine del dibattito sul voto all’estero in corso, oggi, alla Camera precisando che “purtroppo, tali emendamenti sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia per cui si procederà a votare con le vecchie regole”.

“Se è vero – ha proseguito Narducci – che ci sono stati esempi di eletti in Parlamento che hanno disonorato gli italiani all’estero è anche vero che molti hanno lavorato duramente cercando di fare in modo che il sistema Paese potesse giovarsi dell’esperienza degli italiani nel mondo, per altro in un momento in cui abbiamo bisogno di ammodernamento e di ripresa economica. Personalmente ho cercato di inserire nel processo legislativo quegli elementi necessari per realizzare la piena valorizzazione di quella enorme risorsa costituita dalle comunità emigrate nel funzionamento del sistema Paese, a cominciare dai processi di internazionalizzazione e proseguire con l’efficientamento della rete diplomatico-consolare e la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, importante strumento di “smart diplomacy” nel contesto globale in cui ci troviamo. Con tali argomenti, da me esplicitati, in Commissione, è difficile accettare l’esclusione degli emendamenti per estraneità di materia”.

“Certamente – ha concluso Narducci – è un lavoro che deve proseguire i primi passi che sta muovendo e che necessita di una cultura politica come quella espressa dal PD per essere condotta sulla strada giusta delle riforme che ci attendono nella prossima Legislatura”.

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