Italiani nel mondo, Di Biagio (Fli): Emigrazione italiana ritrovi i suoi valori

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In questo momento in cui il tessuto sociale appare fortemente provato da un crisi tentacolare e profonda, i toni della politica si fanno più esasperati e si caricano di messaggi a volta non in armonia con i tempi e con gli interlocutori a cui questi sono rivolti. Questo purtroppo accade in Italia, ma accade anche tra gli italiani che vivono all’estero e che animano le comunità oltre confine.

Il vortice di provocazioni e i tentativi di sciacallaggio mediatico che cominciano a prendere forma proprio in questa fase non sono altro che la conferma di questa deriva verso cui rischia di dirigersi la politica degli italiani all’estero. Dentro la quale appare sempre più evidente uno scollamento tra chi fa, si mette in gioco, ci mette la faccia e chi fa poco o – ancora peggio – preferisce nascondersi dietro lo schermo di un Pc per gettare un po’ di fango. Ma poi nelle commissioni chi ci va? Chi si batte in aula? Chi si mette a disposizione del connazionale o dell’imprenditore all’estero? Ed è proprio questo il punto.

Noi tutti dovremmo ragionare insieme su quello che si può fare per ridare lustro al mondo dell’emigrazione, senza mettere al primo posto i propri personalismi di cui – francamente – le comunità all’estero possono fare anche a meno. In questa prospettiva ho ritenuto opportuno far girare una mia riflessione rivolta ai consiglieri del Cgie, in quanto uno dei riferimenti più alti della rappresentanza italiana nel Mondo. Proprio per tratteggiare un confronto costruttivo e per rinnovare il dialogo tra referenti e rappresentanti delle comunità.

Come sempre non mancano le polemiche, c’è chi l’ha tacciato come “bla bla pre-elettorale”, c’è chi ha fatto finta di non capire. Ma se mettersi in gioco, mettendoci la faccia vuol dire anche essere scherniti, mi va bene, tanto coloro che comprendono il buon senso e la bontà delle azioni fortunatamente sono sempre in maggioranza. Così come sono in maggioranza coloro che pretendono che il mondo dell’emigrazione recuperi quanto ha perso per strada in questi anni.

La dignità e la passione che sono stati i valori imprescindibili che hanno accompagnato le battaglie di Mirko Tremaglia, a lungo criticato paradossalmente da chi oggi lo strumentalizza. I valori di Tremaglia sono quelli che accompagnano l’impegno di quanti lottano ogni giorno per strappare con i denti qualche riconoscimento o qualche iniziativa per gli italiani nel mondo. Tutti devono recuperare quell’energia. E non lo si fa portando avanti vere e proprie campagne acquisti. Lo si può fare con i piccoli gesti, ad esempio riportando il confronto ad un livello di civiltà, mettendo da parte le inutili provocazioni almeno per una volta. O almeno chi intende proseguire su questa strada si prenda tutte le responsabilità delle proprie azioni.

Il mio invito è stato proprio quello di aprirsi a quel lato meraviglioso dell’emigrazione e se qualcuno intende non raccoglierlo lo faccia a pari livello e non con sfottò, che sono lo strumento più eloquente dell’assenza di argomenti. Ora come non mai abbiamo bisogno di raziocinio e di grande lungimiranza, accompagnata ad una forte dose di correttezza. Chi si volta dall’altro lato, o chi insegue il proprio orticello si prende tutta la sua responsabilità.

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