Italiani nel mondo, da Farnesina appello a responsabilità per viaggi all’estero

La Farnesina lancia un appello alla responsabilita’ per i viaggiatori che si recano all’estero invitandoli a ‘utilizzare i numerosi servizi a disposizione dei cittadini a tutela della loro sicurezza’. La facilità con cui oggi vengono intrapresi viaggi internazionali rende infatti sempre piu’ necessario – precisa una nota – ‘un atteggiamento responsabile’ di chi va all’estero per turismo o lavoro e ‘comporta, con maggiore evidenza, la necessità di disporre di dettagliate informazioni e di una adeguata preparazione prima della partenza’.

L’Unità di Crisi – ricorda la Farnesina – offre due siti di particolare utilità: www.viaggiaresicuri.it e www.dovesiamonelmondo.it. Il primo contiene informazioni aggiornate su tutti i Paesi del mondo, non solo sulle normative d’ingresso, le condizioni sanitarie e quelle climatiche, ma anche sulle questioni di sicurezza. Il sito indica espressamente le aree in cui è sconsigliato recarsi in ragione dello specifico contesto locale o del livello di rischio che le caratterizza. La consultazione è percio’ consigliata prima d’intraprendere qualsiasi viaggio all’estero per turismo o lavoro.

E’ inoltre ‘opportuno’ iscriversi, prima di partire, al sito www.dovesiamonelmondo.it che permette di segnalare il proprio itinerario ed i recapiti per consentire all’Unità di Crisi di contattare i connazionali che si venissero a trovare in aree interessate da eventuali emergenze. Attraverso chiamate o sms l’Unità di Crisi (operativa 24 ore su 24 e contattabile in caso di emergenze al numero 06 36225 e all’e-mail unita.crisi@esteri.it) si puo’ infatti fornire direttamente ai connazionali informazioni utili e norme di comportamento adeguate. Il servizio – si ricorda – è gratuito e i dati forniti dai cittadini, in ottemperanza alle norme sulla privacy, vengono cancellati due giorni dopo il rientro, rimanendo fruibili solo in caso di necessità. La Farnesina coglie quindi l’occasione per ricordare quanto previsto dal Codice del Turismo, nel quale viene fatto esplicito riferimento ai casi di coloro ‘che all’estero si siano esposti deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati all’esercizio di attività professionali, a rischi che avrebbero potuto conoscere con l’uso della normale diligenza’.

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