Italiani nel mondo, Comites e Cgie: il grido di dolore di Nino Randazzo (Pd) – di Giampiero Pallotta

Quasi nessuno degli italiani nel mondo e nessuno in Italia sa cosa siano i Comites (Comitati Italiani all’estero) e il CGIE (Comitato Generale Italiani all’Estero) e tantomeno a che cosa servono. Se chiedo in giro solo qualche mosca bianca sa rispondermi. Sono stati istituiti circa vent’anni fa e dovevano essere gli organi rappresentativi degli italiani nel mondo. Ho seguito sin dall’inizio la loro evoluzione (o “involuzione”) e l’unica cosa di cui sono certo e’ che hanno sperperato circa cento milioni di euro per non raggiungere nessun risultato concreto a beneficio di noi italiani nel mondo. Eppure loro, ed i 18 parlamentari eletti all’estero (12 deputati e 8 senatori), hanno la presunzione di rappresentarci. In realtà sono autoreferenziali, cioè, rappresentano solo e soltanto chi ne fa parte.

A ragion veduta ho dedotto che i Comites ed il CGIE sono organi inutili che devono essere cancellati per risparmiare i milioni che ci costano ed impiegarli nel modo piu’ proficuo. Cortesemente, piu’ di una volta, ho richiesto (e’ anche mio diritto) a molti “magnifici membri” del CGIE di preparare un elenco dei risultati da loro conseguiti a nostro favore e di renderli pubblici insieme ai rendiconti finanziari delle loro spese. Per tutta risposta alcuni mi hanno chiesto (anche bruscamente) di cancellare il loro indirizzo e-mail dalla mia mailing list, mentre altri hanno minacciato di prendermi a “sberle” appena avessero avuto l’opportunità’ d’incontrami.

Non c’e’ che dire: personcine perbene e democratiche! Sono convinto che sia stata giusta l’idea d’istituire i Comites, e’ stato sbagliato il metodo con il quale i piu’ sono stati gestiti. Il CGIE, invece, ha sempre operato come fosse una agenzia di viaggi per gestire le “trasferte” dei molti “magnifici”, per farli alloggiare nei migliori alberghi a cinque stelle nelle piu’ prestigiose città del mondo, dove tengono le loro riunioni per parlare del niente assoluto. Risulta evidente che i governi Berlusconi e Monti, resisi conto dell’inutilità di questi organi rappresentativi, hanno posticipato il rinnovo dei Comites prima al 2012 ora al 2014. Spetterà al nuovo governo, che si istaurerà dopo le elezioni del 2013, l’onore di cancellarli definitivamente.

Nino Randazzo, senatore eletto all’estero del Pd e consigliere Cgie, svegliatosi dal lungo letargo (eppure siamo in pieno inverno australiano), ha tessuto le lodi dei Comites e del CGIE (anche lui e’ uno dei “magnifici”) ed ha imprecato per l’ennesimo rinvio delle elezioni dei Comites. Invece di provare vergogna per quello che ci costa e per non aver fatto un bel niente per noi in questi ultimi sei anni al Parlamento, Randazzo “urla” e si “dispera” perche’ gli “organismi rappresentativi” (di chi?) non vengano cancellati anche se, in vent’anni, hanno dimostrato ampiamente di essere stati del tutto inutili e spreconi. Ecco perche’ l’Italia e’ finita a “schifio”! Di persone come Randazzo ne e’ pieno il Parlamento: oltre a non lavorare, prediligono lo sperpero all’uso piu’ consapevole del denaro pubblico.

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