Italiani nel mondo, cervelli italiani in fuga all’estero – di Franco Esposito

"Cervelli italiani in fuga all’estero. Un elenco infinito, in continua espansione, giorno dopo giorno. Cervelli italiani richiesti, apprezzati, protagonisti in università e laboratori, in ogni parte del mondo. Eccellenze che emigrano, attratte da prospettive che l’Italia si rifiuta di offrire. Ma c’è anche un cervello di straordinario livello che ha scelto di essere stanziale. Italiano dalla a alla zeta, felice di stare qui, tra noi, rinunciando a barche di quattrini e a una vita piena di soddisfazioni grandissime che l’estero è in grado di assicurare. Vincenzo Barone, 60 anni, anconetano solo di nascita, napoletano a tutto tondo, è l’unico chimico italiano nell’Accademia di scienze quantistiche e molecolari. La prestigiosa Iaqms, tanto per dire".

A scrivere è Franco Esposito che, nell’edizione odierna di Gente d’Italia, il quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia, racconta di una eccellenza italiana che ha scelto, nonostante le difficoltà, di restare in patria.
 
"Il cervello è nostro, guai a chi ce lo tocca", si legge nell’articolo, che riportiamo di seguito integralmente. "Uno scienziato non pentito, con un Hindex uguale a 64. Nella classifica scientifica è ritenuto al di sopra di geni della portata di Stephen Hawiking. Sessantaquattro per lui, nella scala dei valori internazionali che si ferma a 62, il dato attribuito appunto ad una celebrità.
 
L’inglese Stephen Hawking, matematico fisico cosmologo di Oxford, 70 anni, noto soprattutto per i suoi studi sui "buchi neri". Insignito della più alta onorificenza degli Stati Uniti, la medaglia presidenziale della libertà, Hawking può fregiarsi di meriti molto alti, malgrado sia costretto all’immobilità da una perfida crudele malattia: la sclerosi laterale amiotrofica. La medaglia presidenziale della libertà l’ha ricevuta nel 2009 dalle mani di Barak Obama.
 
Attivo nel campo della chimica teorica computazionale, il napoletano Vincenzo Barone si è formato a Marsiglia, Grenoble, Parigi, Erlangen, Montreal, Berkley.
 
La scala H-index misura le pubblicazioni di uno scienziato, contabilizzate solo se superano un certo numero progressivo di citazioni internazionali. Un’escalation nelle difficoltà, gradoni che non si salgono per caso.
 
Barone è autore di 550 pubblicazioni su riviste internazionali con oltre 26.000 citazioni. Messe solide radici a Napoli, non ha mai voluto muoversi, insensibile al richiamo delle sirene "cantanti" europee e statunitensi. In realtà, si è mosso da Napoli nel 2008. Niente estero però, non è andato troppo lontano dalla città che adora. Lo scienziato Vincenzo Barone si è fermato a Pisa, presso la prestigiosa Università Normale. Quella che diede la laurea a Enrico Fermi e dove il fenomenale chimico è il primo chimico ad aver ricevuto la cattedra di professore ordinario.
 
Perchè Napoli? Barone è orgoglioso della scelta, non si è mai pentito. "Volevo dimostrare che anche a Napoli si possono fare le stesse cose che si fanno negli Stati Uniti". Tanta fatica, proprio tanta; tantissime soddisfazioni. Un impegno che non conosce orari, full time. Il motivo di due matrimoni, due divorzi alle spalle e nessun figlio. La concentrazione sul lavoro ha avuto conseguenze traumatiche sulla vita privata dello scienziato. Una nuova compagna, ora.
 
E la posizione così alta nella scala scientifica H-index. Che deriva dal modello di un continuo polarizzabile. Il Pcm inventato dal chimico Jacopo Tommasi nel 1983. Spiega Barone: "Il modello è usato in tutto il mondo per i programmi di calcolo". Lo scienziato ne ha reso possibile l’applicazione teorica attraverso dieci anni di duro lavoro. "Alla fine mi è valso duemila citazioni".
 
Ma che cos’è un continuo polarizzabile? Difficile da spiegare; un tantino meno duro far capire che con il Pcm è possibile studiare che cosa succede quando il nostro Dna viene raggiunto da una radiazione solare. Brutale la semplificazione, ma rende l’idea: grazie agli studi di Barone è possibile trovare migliori protezioni per impedire al sole che faccia male alla pelle, quando prendiamo la tintarella in estate.
 
Eccellenza italiana è stata di ricevuta, di recente, con altri scienziati dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Sei eccellenze come garanti per i fondi della nostra ricerca.
 
In abbrivio di carriera, Barone avrebbe preferito fare il fisico. Ma il tentativo di ammissione agli esami alla Normale di Pisa non ebbe esiti positivi. Quindi, la scelta di iscriversi a Chimica. Chimico sperimentale non riuscito, complice un’auto ustione che si era procurato con un solvente. Scienziato di livello assoluto, schizzato più alto di tutti nella scala dei valori H-index, il professore Barone, napoletano, si riteneva allora un gran pasticcione. Oggi è un raro cervello italiano che non fugge all’estero".

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