Italiani nel mondo, Casini: Voto all’estero non si tocca, impossibile tornare indietro

Pier Ferdinando Casini è in queste ore in Argentina, a Buenos Aires, dove fra le altre cose parteciparà a un grande evento organizzato dal Maie, il Movimento Associativo degli Italiani all’estero fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo.

Intervistato da L’Italiano, quotidiano distribuito a Buenos Aires, il leader Udc spiega: "L’alleanza con il MAIE nasce da un rapporto di grande stima con il suo fondatore, l’on. Ricardo Merlo, e con la senatrice Mirella Giai, parlamentare apprezzata unanimemente tra tutti i gruppi parlamentari per la sua serietà e dedizione alla causa degli italiani all’estero. Merlo, figlio di un italiano, nato e cresciuto in America Latina, mi ha presentato con chiarezza e determinazione il suo progetto politico, nato dalla sua esperienza tra le associazioni di volontariato e ne è scaturita una naturale identità di vedute. La nostra alleanza politica rappresenta un’esperienza positiva e si è consolidata nel tempo sul territorio della Circoscrizione Estero, proprio grazie al lavoro di Merlo e del MAIE".

Proprio in questi giorni il tema legato ai parlamentari eletti dagli italiani nel mondo è tornato di estrema attualità: la circoscrizione estero appare sempre più in bilico. Ma Casini è ottimista: "Non credo che si tornerà indietro dopo la conquista del voto per gli italiani all’estero, anche perché le proposte di abolizione mi pare siano frutto di iniziative per lo più isolate. I tre maggiori partiti concordano sul mantenerla, tutt’al più è immaginabile soltanto una revisione del numero dei rappresentanti per l’estero, coerente con la richiesta di riduzione del numero complessivo dei componenti di Camera e Senato".

Il leader centrista in ogni caso è pronto a difendere il diritto di voto dei connazionali residenti oltre confine e la loro rappresentanza in Parlamento. Anche perchè, ricorda, è molto legato a quella che viene ricordata da tutti come legge Tremaglia: "Alcune circostanze, sia pur casuali, legano anche simbolicamente la mia esperienza politica a questa legge: ricordo che il mio primo incarico da parlamentare fu quello di relatore in Commissione Affari Costituzionali della legge sul voto all’estero e, a distanza di alcuni anni, da Presidente della Camera ho avuto l’onore di proclamare il risultato di quell’iniziativa legislativa. Ritengo che la conquista dell’elettorato attivo rappresenti un diritto fondamentale dei nostri connazionali residenti all’estero e anche se la legge 459 è sicuramente migliorabile non possiamo commettere l’errore di buttare il bambino per liberarci dell’acqua sporca".

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