Italiani nel mondo, Benevelli (PdL) a ItaliaChiamaItalia: primarie per scegliere candidati all’estero

Danilo Benevelli, da anni esponente del centrodestra in Europa. Residente in Svizzera, dal 1990, è un grande imprenditore che si occupa di trading di acciai speciali e materie prime. Rappresenta per il mercato italiano e svizzero la più grande acciaieria indiana di acciaio inossidabile. Per lo stesso prodotto tratta con Cina, Vietnam e Korea. Di recente è anche entrato nel campo delle materie prime per forniture a Paesi del Golfo. In passato ha vissuto anche in Sudafrica, dove fra le altre cose ha ricoperto la carica di segretario generale della camera di commercio italo-sudafricana. E ancora oggi continua a viaggiare per il mondo. Di fatto, Benevelli vive da italiano all’estero da almeno trent’anni.

Già candidato alla Camera dei Deputati nel 2006 e nel 2008, per la ripartizione estera Europa, ItaliaChiamaItalia ha voluto chiedere a Benevelli di rispondere ad alcune domande sull’attualità politica italiana e su quella che più da vicino riguarda gli italiani nel mondo.

Sei un italiano residente all’estero che da sempre ha il cuore che batte a destra. Come vedi l’attuale situazione del PdL?

“Hai ragione. Sono in politica dal 1968 (!) ed ho militato nel MSI sino alla mia partenza per l’Africa. Con la discesa in campo del presidente Silvio Berlusconi mi sono buttato ancora in politica. Ho fondato il primo club estero al mondo nel febbraio 1994. Credo onestamente che il Pdl in quanto tale sia finito, mentre non credo che i flussi di voto siano cambiati. L’Italia rimane pur sempre un paese a maggioranza moderata. Abbiamo un assoluto bisogno di una rifondazione e l’uscita di scena (come candidato premier) del presidente darà un mano a ripartire”.

Dunque secondo te il passo indietro del Cavaliere era necessario?

“Sì, nonostante la mia fedeltà assoluta nei suoi confronti, ritengo l’uscita di scena necessaria. La sua presenza ha creato ed avrebbe creato troppe resistenze alla creazione di un nuovo polo moderato. Nel bene e nel male la sua immagine offusca quella di altri. Come ben sai la cosa che gli italiani perdonano di meno è il successo. Figuriamoci in politica (leggi Fini, Casini ed altri)”.

Primarie del centrodestra: qual e’ il tuo candidato? Ovvero, chi vorresti candidato premier per il centrodestra?

“Avrei visto bene una personalità esterna ai partiti, tipo Montezemolo. Oramai in questa società che vive sull’immagine, il carisma del personaggio è determinante alla vittoria e paradossalmente fa passare in secondo piano i programmi. Renzi docet”.

Alle primarie secondo te dovrebbero partecipare anche gli italiani nel mondo, così come sta accadendo nel Pd?

“No, non lo ritengo necessario”.

Vorresti che anche i candidati esteri venissero scelti attraverso delle primarie organizzate all’estero?

“Questo assolutamente sì. Con le possibilità di comunicazione in rete, le riunioni nei vari Paesi ed i contatti continui, dovrebbe essere semplice individuare i candidati più adatti. Sarebbe però importante che poi il partito ci ascoltasse e li accettasse”.

Sei stato candidato nel 2006 e nel 2008. Come hai vissuto quelle elezioni e che cosa ti ha lasciato dentro quell’esperienza?

“La mia candidatura nel 2006 è stata un’esperienza molto interessante e piena di entusiasmo. Meno la successiva. Con un aiuto migliore in Svizzera sarei probabilmente passato la prima volta. E’ stato interessante presenziare allo spoglio per capire quanto sia farraginosa la nostra legge elettorale. il tutto, poi, mi ha lasciato un po’ alleggerito…”.

PdL nel Mondo: va tutto a rotoli. O no?

“Non parlerei più di PdL, ma di area di centrodestra. Se si eviteranno frammentazioni inutili, credo che potremo ancora dire la nostra ed essere maggioritari”.

Hai seguito la vicenda Finmeccanica, che vede coinvolto anche Juan Esteban Caselli, senatore italo-argentino, coordinatore (almeno sulla carta) del Pdl all’estero? Che ne pensi?

“Penso che se certi comportamenti avranno una rilevanza penale, è giusto che la magistratura se ne occupi. Bisogna però renderci conto che aziende come la Finmeccanica (uno dei fiori all’occhiello della nostra industria), per il tipo di prodotti che trattano, viaggiano ovviamente su binari diversi da quelli soliti del commercio internazionale che tutti conosciamo. Quello che non vorrei e’ che questa situazione nuocesse per l’ennesima volta alla nostra immagine di Paese. Conosciamo bene il magistrato che sta indagando e come sappiamo non è esattamente famoso per i suoi successi. Situazioni come questa, come la vicenda Sallusti e la condanna agli scienziati (perchè tali sono) esperti di sismologia, fanno un danno enorme all’Italia”.

I coordinatori europei del PdL, Picchi e Fantetti, appaiono un po’ affaticati, e anche il consenso nei loro confronti sta crollando. E’ così o è solo una nostra impressione?

“Ho partecipato alla riunione di Berlino e posso assicurarti che non ho trovato quella grande ostilità nei loro confronti. Sicuramente critiche, ma comunque costruttive. Comunque, avendo ricevuto un mandato, credo si debba e si possa fare qualcosa di più”.

Simone Ceramicola, PdL Bruxelles, nei giorni scorsi e’ stato molto duro nei confronti dei due coordinatori, soprattutto di Picchi. Lo accusa di non volere dare spazio ad altri, di aver boicottato in tutti i modi l’evento che lo stesso Ceramicola organizzò a Bruxelles tempo fa. Da osservatori esterni, talvolta ci pare che la ripartizione Europa sia proprietà privata di Picchi e Fantetti… Tu come commenti?

“Tutto sta nel capire chi decide cosa. Rendiamoci conto che se il partito ha incaricato loro di organizzare le liste e ricercare candidati, c’è veramente poco che si possa fare. D’altra parte chiunque, nei loro panni, cosa farebbe? Hanno partecipato a due campagne elettorali e sono stati eletti. Senza direttive precise dall’alto cosa si pretende? Guglielmo Picchi agisce ‘pro domo sua’ e credo che nessuno possa rimproverarlo per questo. Alla fine quello che conta sono i voti nell’urna. Se sarà candidato, chi non lo gradisce sa come fare”.

E Massimo Romagnoli, presidente del Movimento delle Libertà? Che idea ti sei fatto?

“Sono rimasto perplesso dalla sua affermazione a Berlino relativa ad una possibile sua non candidatura. Ha svolto un grande lavoro ed ero certo che cercasse di metterlo a frutto. Sicuramente, se correrà, credo che sarà il più vicino possibile all’area, chiamiamola ancora, PdL”.

Come vedi il futuro del centrodestra italiano?

“Vincente se unito, ma credo che tutto cio’ passi, purtroppo, da una alleanza con Casini o attraverso il ricompattamento delle varie anime del centrodestra stesso. Guarda cosa e’ successo in Sicilia: fa veramente male vedere il fondatore di Forza Italia in quella regione andare  da solo. Insieme, Musumeci e Micciche’, avrebbero stravinto. Come dicevo i flussi variano poco. Non vedo futuro, invece, per Fini e la sua formazione. La Sicilia ha confermato anche questo".

Dì la verità, punti alla candidatura anche nel 2013?

“Ci punterei e mi sentirei più pronto se potessi rappresentare tutto il centrodestra”.

Twitter @rickyfilosa

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