Italiani nel mondo, Augello (USEF): “Salviamo la Casa d’Italia di Lucerna”

“Nessuno si muove per evitare tale decisone del governo, i deputati eletti all’estero a nostro avviso dovrebbero fare squadra, almeno per queste cose che investono tutta la collettività”

“In questi ultimi anni parecchie sono state le proprietà immobiliari all’estero che l’Italia ha venduto. A Grenoble, ad esempio, una prestigiosa sede comprata con i soldi della collettività emigrata e residente in loco, è stata venduta subito dopo la chiusura del consolato locale annesso a quello di Lyon. Stessa sorte hanno seguito la sede di Liegi e tante altre sedi, che lo Stato ha ritenuto opportuno alienare per fare cassa”. A scrivere è Salvatore Augello, Segretario Generale USEF, Unione Siciliana Emigrati e Famiglie.

“Ma si è trattato di una povera cassa – prosegue -, che non ha certo risolto i problemi dell’Italia, mentre avrebbe potuto risolvere alcuni problemi alle comunità emigrate, trasformando gli immobili in punti di riferimento per tutti, in centri per le associazioni, per esempio, in antenne per permanenze del consolato o in centri polivalenti dove poteva essere possibile allocare anche i consolati onorari con i relativi uffici, compresi quelli dei corrispondenti consolari.

Tutto ciò fino ad ora non è stato possibile. Non solo, si ingrossa anche la fascia degli immobili che lo Stato vuole continuare a vendere. Ora è la volta della casa d’Italia di Lucerna. Una palazzina in pregiato stile nordico, di tre piani, dove ancora oggi si svolgono parecchie attività. Da notare che anche questa palazzina, che ora si vuole mettere all’asta, è stata acquisita e ristrutturata in buona parte con soldi della collettività italiana locale desiderosa di avere un proprio punto di riferimento”.

“Nessuno si muove per evitare tale decisone del governo, i deputati eletti all’estero a nostro avviso dovrebbero fare squadra, almeno per queste cose che investono tutta la collettività, a prescindere dal colore di appartenenza. Ci sono cose che necessariamente si spogliano dal colore politico per essere patrimonio di tutti e quindi difeso da tutti. Questo è quello che si chiede agli eletti all’estero ed al ministero, nella speranza che si sia ancora in tempo ad evitare questo scempio, che mette all’asta non un immobile qualsiasi, ma “LA CASA D’ITALIA”, che tra le sue mura racchiude la storia dell’emigrazione italiana di quella zona, i sacrifici degli italiani per renderla fruibile, un punto di riferimento per tutte le comunità circostanti, come un ponte tra le comunità emigrate e la Patria in questi casi matrigna, che non si preoccupa di custodire pagine di storia dell’emigrazione italiana scritte con il sacrificio di tanti lavoratori, di tante massaie, di tante persone che pur lavorando all’estero, hanno sempre la mente ed il cuore rivolto all’Italia”.

“Sperando abbia successo e serva a smuovere prima di tutti gli eletti all’estero, il CGIE ed i COMITES, l’USEF leva la sua voce per dire al Ministro di soprassedere su questa offensiva decisione, di ripensare l’uso dell’immobile in questione ma anche quello di altri immobili destinati a fare la stressa fine. Questi immobili, come la Casa d’Italia di Lucerna, non sono immobili comuni – conclude Augello -, ma pagine di storia che vanno conservate prima di tutto per le comunità che le hanno scritte ed in secondo luogo per l’Italia, perché le unisca ad altre pagine che raccontano la storia di questo nostro popolo”.