Italiani morti in Repubblica Dominicana, il governo risponde all’interrogazione di La Marca (Pd)

“La polizia del posto, dopo sommari accertamenti, ha classificato ognuno di questi casi come ipotesi di suicidio, destando riserve sia tra i nostri connazionali”

“L’inquietante successione di casi di morte violenta di nostri connazionali, che si è avuta nel giro di qualche mese nella Repubblica dominicana, mi ha indotto a presentare al Ministro degli affari esteri un’interrogazione a risposta orale in Commissione, alla quale il Governo ha dato oggi risposta”. Lo dichiara in una nota l’On. Francesca La Marca, Pd.

“Come si ricorderà, i casi richiamati nell’interrogazione riguardavano un giovane ritrovato il 27 aprile privo di vita vicino alla piscina di un residence di Bavaro (Punta Cana) e quello di un pensionato, in procinto di rientrare in Italia, trovato a sua volta impiccato nella sua abitazione a qualche settimana dal primo. Anche se per ragioni di tempo non avevo potuto farne menzione, il 13 maggio lo stesso infausto destino è toccato ad un terzo connazionale, trovato a sua volta impiccato a Juan Dolio.

La polizia del posto, dopo sommari accertamenti, ha classificato ognuno di questi casi come ipotesi di suicidio, destando riserve sia tra i nostri connazionali che in alcuni organi di informazione. Insomma, una vera epidemia di “suicidi”, sviluppatasi nell’ambito della comunità italiana della Repubblica dominicana.

Nella mia interrogazione ho posto al Ministro degli esteri sostanzialmente due questioni: l’approfondimento e la trasparenza delle indagini, andando oltre le prime e frettolose ipotesi di “suicidio”, univocamente avanzate dalla polizia, al fine di esaudire il legittimo desiderio di verità da parte delle famiglie e tranquillizzare la nostra locale comunità; un dialogo più diretto e stringente con le autorità dominicane per rendere più concrete le misure di prevenzione e di tutela dei nostri connazionali”.

“La circostanziata risposta del Governo ha consentito di acquisire il dato, tutto sommato positivo, che anche per l’insistenza dei nostri rappresentanti diplomatici le indagini sono state riaperte dalle autorità giudiziarie in uno spettro di ipotesi più ampio di quello iniziale, non legato al solo “suicidio”, ma aperto a diverse possibili cause. Il dialogo tra i legali scelti in loco dalle famiglie e le nostre rappresentanze può certamente aiutare ad approfondire le cose.

Sul secondo aspetto, quello di sviluppare un dialogo più concreto sulle misure di sicurezza, il Governo è stato meno preciso, facendo un rinvio all’ordinaria attività dell’Unità di crisi e al costante aggiornamento delle notizie pubblicate sul portale della Farnesina a beneficio dei nostri concittadini che si trovino nella Repubblica dominicana o viaggino verso di essa. Credo, sinceramente, che si possa e si debba fare qualcosa di più in loco, eventualmente con periodici incontri tra le autorità dei due Paesi”.

“Una cosa è certa: nessuno – conclude La Marca – crede ad un’improvvisa “epidemia di suicidi” degli italiani, sicché l’impegno per realistiche misure di prevenzione e controllo rappresenta un passaggio obbligato. Confido che le autorità di entrambi i Paesi faranno in questo senso tutto il possibile”.