Italiani in Argentina, una soubrette per rappresentarci a Roma? – di Marco Basti

Alcuni giorni fa il movimento Italiani per la Libertà ha presentato nell’Unione e Benevolenza la candidata alle prossime elezioni italiane, la soubrette argentina Iliana Calabrò, nipote di siciliani di Avola e figlia dell’attore Juan Carlos Calabrò, che per anni ha divertito la gente coi suoi personaggi comici, alla televisione, al cinema e al teatro. Sia Calabrò, sia Ileana, hanno spesso rappresentato allegramente, ma con sentimenti di gratitudine e di fierezza dei loro antenati, le macchiette dell’immigrante italiano in Argentina. Iliana però, è più nota per altre sue interpetazioni che vengono fuori subito – corredate dalle rispettive immagini – non appena viene cliccato il suo nome sui motori di ricerca. Fin qui la notizia. Poi ci sono le sue dichiarazioni e i commenti, qui e in Italia, alla sua candidatura e alle sue dichiarazioni.

Prima di continuare vale la pena ricordare che nelle intenzioni  del “padre” del voto degli italiani all’estero Mirko Tremaglia, e di quanti lottarono per anni per ottenere il riconoscimento dell’esercizio del diritto di voto all’estero, la presenza di deputati e senatori eletti all’estero nel Parlamento italiano, doveva avere lo scopo di portare nelle aule di Palazzo Madama e di Montecitorio, italiani o loro discendenti che avessero dato smalto al nome dell’Italia nei paesi di residenza e che in base al prestigio conquistato oltre confine, alla conoscenza dei paesi di accoglienza, alle esperienze maturate nei vari campi di attività nei quali avessero conquistato onore e simpatie per loro e per l’Italia, potessero contribuire a creare nuovi ponti e relazioni tra l’Italia e l’ “altra Italia”.
 
La domanda che ci poniamo è se la soubrette Iliana Calabrò sia la candidata migliore, viste anche le sue dichiarazioni, per rappresentare gli italiani dell’America Meridionale a Roma. In democrazia, ognuno è libero di candidarsi o candidare un altro. Così come saranno gli elettori che, con maggiore o minore conoscenza e responsabilità, decideranno se è giusto o meno votare un determinato candidato. L’Italia, si sa, sta attraversando un periodo di crisi economica, politica e sociale molto profonda. Tante certezze del passato stanno crollando. E’ tempo di sacrifici – enormi per alcuni settori – per superare questa crisi. E nell’occhio del ciclone è finita principalmente la classe politica italiana, che viene accusata di essere stata capace soltanto di aumentare i propri privilegi. La rabbia nei confronti della casta si è manifestata nelle elezioni siciliane della settimana scorsa, con l’altissimo indice di astensioni e con il voto dato a un movimento contestatario, l’M5Stelle di Beppe Grillo. Un risultato che, secondo tutti gli analisti, è destinato a ripetersi nelle elezioni politiche dell’inizio del prossimo anno.
 
Se questo è il panorama, ci domandiamo se sia stata felice l’idea di proporre la candidatura di una soubrette che per di più ha dimostrato nelle sue dichiarazioni alla stampa una assoluta ignoranza di questo stato d’animo della società italiana (se fosse consapevole invece, sarebbe completamente irresponsabile).

Qualcuno in Argentina ha ricordato la presenza nel Parlamento italiano di Ilona Stalher, attrice porno ungherese attiva in Italia, più nota come Cicciolina, negli anni ‘80, candidata del partito radicale. Un precedente che certo non onora chi l’ha candidata e chi l’ha votata. Erano altri tempi, era un’altra società e soprattutto è stata una provocazione che è nata e si è sviluppata dentro all’Italia.
 
Anche negli ultimi anni notizie su veline, soubrette e donne famose non si sa bene perché, hanno riempito pagine e notiziari per i loro rapporti veri o presunti con il premier e fondatore del Pdl, Silvio Berlusconi. Ma, insistiamo, anche se possono essere notizie disgustose, anche se possono sembrarci scandalose, sono sempre opera degli italiani in Italia. Cioè di coloro che oggi pagano il conto delle eventuali leggerezze commesse nei seggi.
 
La collettività italiana in Argentina era nota, anni fa, oltre che per essere la più numerosa, anche per la responsabilità dei suoi dirigenti, per la loro preparazione e specialmente per la capacità propositiva, per la capacità di tenere uniti nelle loro iniziative gli interessi dell’Italia, dell’Argentina e della stessa collettività. Gli anni sono passati e quello spirito, purtroppo, sembra sparito con la maggior parte degli emigrati che sono già partiti da questo mondo. Ma possiamo accettare di essere riconosciuti soltanto per gli aspetti negativi, che certo non mancano? Possiamo essere noti per un senatore che stenta a parlare l’italiano e che ora propone una soubrette per rappresentarci? Questa candidatura rispecchia ciò che è diventata la nostra collettività in Argentina?
 
La profondità dei legami tra i popoli argentino e italiano, va molto al di là delle congiunture politiche, ma è evidente che gli ultimi anni non sono stati i migliori nella storia delle relazioni tra i due paesi. Come collettività abbiamo un doppio dovere. Il primo, è di ritornare a quello spirito che era caratteristico di quanti ci hanno preceduto, di promuovere insieme gli interessi dell’Italia, dell’Argentina e della nostra comunità. E quindi dobbiamo domandarci quali candidati rappresenteranno meglio questo spirito.
 
Dobbiamo inoltre uscire dalla collettività, per rivolgerci alle migliaia di argentini che hanno anche la cittadinanza italiana. Dobbiamo essere certi che capiscono cosa significa essere argentini di origine italiana. Che sono consapevoli che la cittadinanza non è solo un passaporto, ma è prima di tutto un senso di appartenenza, che comporta diritti, ma anche doveri. Tra questi ultimi, quello di esercitare responsabilmente i diritti. Compreso il diritto ad esercitare il voto, ad eleggere i deputati e senatori che rappresenteranno la nostra comunità a Roma. Per far presente la nostra realtà, le nostre attese, ma anche, per contribuire con proposte e iniziative concrete che servano ad aiutare l’Italia a uscire dalla crisi. Cioè, come abbiamo fatto altre volte in passato, a dare il nostro contributo.
 
Riteniamo che la candidatura di Iliana Calabrò, che ha proposto il sen. Caselli, serva solo a danneggiare l’immagine dell’Italia in Argentina, e l’immagine della nostra comunità in Italia. Probabilmente sono ragionamenti che a loro non interessano, ma per noi, come italiani in Argentina e come elettori, sono determinanti.

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