Italiani in Argentina, Il messaggio di Obama anche per noi – di Marco Basti

Flag of Argentina --- Image by © Royalty-Free/Corbis

“Per gli italiani immigrati negli Stati Uniti – ha detto Obama – non è stato sempre facile, ma non hanno aspettato aiuti dall’alto e hanno lavorato sodo facendosi strada, arricchendo la nostra cultura con la loro, contribuendo a costruire la Nazione e ha mi­gliorare così la vita di tutti”. “Oggi – ha ammesso Obama – viviamo tempi difficili e quel sogno americano che portò qui tanti italiani per molti sembra svanire”. "Bisogna quindi, ha insistito, “riscoprire l’impegno, la dedizione, la forza di un tempo per far rivivere quel sogno ame­ricano e ricordarsi che anche allora i tempi non erano facili ”. Sono parole che possiamo perfettamente condividere e appli­carle all’emigrazione italiana in Argentina.

Certamente si tratta di due realtà molto diverse, gli Stati Uniti, pur se sono in crisi, continuano ad essere l’unica superpotenza globale. L’Argentina invece, fino a mezzo secolo fa poteva ancora es­sere scelta come destinazione dagli italiani che cercavano altro­ve di costruirsi un destino migliore, ma poi è scivolata in una lunga spirale di decadenza dalla quale ancora oggi stenta a uscire. Negli Stati Uniti l’emigrazione italiana incontró gravi diffi­coltá, ostilitá e pregiudizi che la condannarono per molti anni alla ghettizzazione e quindi a una successiva e meritevolissima riscossa. Anche in Argentina ci furono all’inizio pregiudizi e tante diffi­coltá, specialmente per gli italiani della prima ondata emigrato­ria. Ma col passare degli anni e avendo dimostrato il loro valore, avendo dato un contributo determinante allo sviluppo del Paese, non solo hanno avuto il riconoscimento da parte della societá ar­gentina, ma sono diventati una parte fondamentale e costituente della stessa.

"Noi siamo l’Argentina" ama ripetere il presidente della FE­DITALIA Luigi Pallaro per definire la nostra presenza al Plata. Giovedi scorso Pallaro ha detto durante la riunione del Confe­derale di FEDITALIA che, visto che dall’Italia vogliono tagliare i ponti con gli italiani nel mondo (e di questo, il taglio dei fondi é solo un esempio), l’Associazionismo deve rimettersi in marcia. Ed ha ribadito che la forza degli italiani in Argentina sta nelle As­sociazioni che hanno creato in 160 anni di lavoro in questo Pae­se, un patrimonio immenso. "Non é stato facile e non hanno aspettato aiuti dall’alto, ma hanno lavorato solo facendosi strada" ha detto Obama. Lo stesso hanno fatto gli italiani in Argentina, anche se il Paese non sempre li ha accompagnati del punto di vista dell’economia.

Pur "essendo l’Argentina" gli italiani qui emigrati hanno man­tenuto forte il legame con l’Italia e manifestato la fierezza delle proprie origini, che si é tradotta in tante associazioni che diffon­dono cultura italiana, che hanno costruito scuole e che hanno contribuito ad arricchire culturalmente e materialmente le comu­nitá nelle quali sono inserite, costruendo un ponte. Per questo, ha spiegato Pallaro, le Associazioni lottarono per mezzo secolo perché l’Italia avesse una politica per gli italiani nel mondo. Oggi chi sta al governo quella politica la detesta, coloro che ci rappresentano in Parlamento non vogliono o non possono modi­ficare questo stato di cose e inoltre l’Italia é impegnata nella ri­cerca di una soluzione alla sua crisi. Rimettiamo l’Associazionismo in marcia, propone la FEDITA­LIA, promuoviamo la partecipazione dei discendenti degli italia­ni nella politica e nelle varíe realtá della societá argentina, e che lo facciano nella consapevolezza e fierezza delle proprie radici e del contributo determinante che i loro padri e nonni hanno dato all’Argentina, perché diventi un grade Paese. Non é stato facile – ripetiamo con Obama – per gli italiani in Ar­gentina, i quali hanno fatto tanto senza aspettare aiuti che venis­sero dall’alto. Purtroppo l’impegno profuso in mezzo secolo per ottenere dall’Italia una politica per gli italiani nel mondo, vien di­sperso dall’atteggiamento dell’attuale maggioranza. La comunitá italiana in Argentina e le sue Associazioni che sono il suo vanto, hanno deciso di rimettersi in marcia, senza aspet­tare che altri vengano a dire cosa devono fare. Lo sanno, come lo dimostra la loro storia.

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