Italiani in Argentina, Gerardo Pinto (Maie) a Claypole per conoscere ‘Le Cinque Parole’

Lomas de Zamora – E’ di qualche giorno fa, la visita del Gr.Uff. Gerardo Pinto (consigliere CGIE) a Claypole, nella Circoscrizione Consolare di Lomas de Zamora di cui è Coordinatore per il Movimento Associativo Italiani all’Estero, dove ha avuto occasione di conoscere l’attività svolta dall’Associazione di Adozione a Distanza “Le Cingue Parole”.

Il Coordinatore del MAIE è stato accolto dalla presidente associativa locale, sig.ra Alicia Buonocore, che con emozione ha raccontato la storia dell’Opera che ha avuto origine nel 1948 per  iniziativa del giovanissimo sacerdote italiano orionino, fratel Vincenzo Re. Subito dopo l’ordinazione sacerdotale ed in possesso di due lauree, raggiunta Claypole, poverissimo centro argentino situato nella  periferia di Buenos Aires, abbandonando qualsiasi aspirazione di carriera all’interno della congregazione orionina, fratel Vincenzo dedicò tutta la sua vita al sostegno dei piccoli bisognosi e delle loro famiglie. Qui diede vita alla “Missione fratel Vincenzo” per mezzo della quale si impegnò, con i suoi fratelli laici, a far fronte alla “pentalogia” (così fratel Vincenzo chiamava i cinque fattori indispensabili per dare aiuto ai piccoli bisognosi e le loro famiglie), rappresentata da alimentari, vestiario, medicinali, scuola ed infine preghiera.

“La sua Opera a Claypole – ha spiegato Gerardo Pinto –  ancora oggi, annovera numerosi interventi, perfettamente funzionanti, tesi a far fronte alla "pentalogia": l’Asilo Nido, la Scuola Materna, la Scuola Elementare, l’Istituto Professionale, la Mensa, il Salone Polivalente, la Chiesa della Madonna di Lujan e il Centro Caritas locale dove opera Alicia Buonocore,  collaboratrice di fratel Vincenzo per venti lunghi anni.”

Nel 1988, dopo 40 lunghi anni di lavoro, fratel Vincenzo viene forzatamente trasferito in Italia, qui giunto sceglie di venire a Carbonia (Sardegna). La lontananza da Claypole, il ricordo di quei poveri bambini, delle loro famiglie, delle misere condizioni di vita lasciate, sono stati i motivi che hanno spinto  fratel Vincenzo all’età di 72 anni a ricominciare il percorso umanitario, questa volta “A DISTANZA”. “Così – ha continuato Pinto – nel 1992 egli ha ricominciato la sua opera, sempre accompagnato da fratelli e sorelle laiche, dando vita alla Associazione Adozione a Distanza “Le Cinque Parole”. Nella scelta del nome si era naturalmente ispirato alla frase di Gesù, riportata nel Vangelo di Matteo (25,40): "tutto quello che avete fatto ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli…LO AVETE FATTO A ME" …ecco il significato del nome dell’Opera Le Cinque Parole, creata da fratel Vincenzo.”

“La collaborazione dei padrini e delle madrine italiane permette oggi – ha concluso Gerardo Pinto – nonostante i tempi di crisi,  la costruzione di piccoli fabbricati, la possibilità di dare alimenti, medicine, vestiti, scarpe da tennis, zaini e tutto l’occorrente per la scuola a ben duecento bambini adottati a distanza da loro. Complimenti allora a questa magnifica opera che, malgrado i momenti difficili, va avanti.  Grazie ai padrini, alle madrine e al consiglio direttivo italiano per la questa grande opera umanitaria!”

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