Italiani in Brasile, Porta (Pd): “Formalizzata richiesta apertura due nuovi consolati a Florianopolis e Vitoria”

“Il Sottosegretario Amendola si era già espresso favorevolmente a questa richiesta, confermata dal parere positivo dell’Ambasciatore d’Italia a Brasilia, Antonio Bernardini”

“Facendo seguito a quanto da me già sollecitato al governo italiano con precisi atti parlamentari nel corso della precedente legislatura e venendo incontro ad un chiaro impegno con gli elettori assunto nel corso delle ultime elezioni, la scorsa settimana ho formalmente chiesto insieme al Senatore Fausto Longo l’apertura a Florianopolis (SC) e Vitoria (ES) di due consolati diretti da personale del Ministero degli Esteri inviati dall’Italia, in grado di espletare tutte le principali funzioni di un ufficio consolare a vantaggio dei nostri cittadini e dei loro discendenti”. Lo scrive in una nota l’On. Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America.

“Florianopolis e Vitoria sono infatti, rispettivamente, le capitali degli Stati di Santa Catarina ed Espirito Santo, i due Stati brasiliani dove maggiore è la presenza italiana in proporzione alla popolazione locale; un motivo di per sè sufficiente a sostenere questa richiesta, insieme alla dinamicità economica e culturale dei due Stati e all’alto numero di iscritti all’AIRE già residenti in quei territori”.

“Il Sottosegretario Amendola si era già espresso favorevolmente a questa richiesta, confermata dal parere positivo dell’Ambasciatore d’Italia a Brasilia, Antonio Bernardini”.

“Nei prossimi mesi – prosegue Porta – , anche grazie all’arrivo delle ingenti risorse raccolte dai consolati con le domande di cittadinanza nel 2016 e nel 2017, sarà possibile avviare il lavoro di eliminazione delle lunghe “file” per il riconoscimento della cittadinanza e per il miglioramento dei servizi consolari, così come previsto dalla legge di bilancio del 2008 e dal relativo emendamento da me proposto in Commissione Esteri”.

“Un altro risultato positivo del lavoro parlamentare e della campagna di mobilitazione iniziata nel 2016 dal Comitato promotore per il miglioramento dei servizi consolari; una richiesta della nostra collettività e dei consiglieri Comites residenti nei due Stati; un altro esempio – conclude il deputato – di come le soluzioni concrete siano il frutto del lavoro coerente in Parlamento e di proposte serie e fattibili”.

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