Italiani all’estero, Zaccarini (Fli): Chiudere ambasciate in Europa per rafforzare consolati

"La crisi non molla l’Italia. Il 2012 sarà un anno di recessione. Gli Italiani all’estero non si tirano indietro e sono pronti anche loro a fare dei sacrifici. In tanti modi. Pensiamo ad esempio che l’Europa non abbia bisogno di tutte le attuali ambasciate: possiamo avere per il nostro continente solo due ambasciatori che si trovino a Bruxelles in pianta stabile e che girino per i vari Paesi europei. Delegando ai Consoli le funzioni minori che erano di competenza dell’ambasciatore, gli ambasciatori si possono concentrare sulle funzioni più importanti di loro competenza". Questa la proposta di Vincenzo Zaccarini, esponente di Futuro e Libertà nel Regno Unito, che spiega: "Ogni ambasciata costa al contribuente circa 5.000.000 di euro all’anno, se chiudiamo dieci ambasciate in Europa si risparmiano fino a 50 milioni di euro, soldi che potrebbero servire a mantenere intatta la rete consolare italiana e anzi a rafforzarla, garantendo ai connazionali tutti i servizi relativi. E non basta: con quei soldi si potrebbero rendere più forti gli Istituti di cultura italiani, in modo che possano ospitare gli ambasciatori per i loro eventi e per le loro più alte funzioni diplomatiche. Facendo cosi’ non ci sarebbe più bisogno di chiudere i consolati e quindi verrebbero mantenuti i servizi ai cittadini".

"Anche le nostre rappresentanze militari di marina, esercito e areonautica – prosegue l’esponente futurista – possono essere delegate a tre funzionari che girano l’Europa per svolgere le loro mansioni. Ovviamente, ci sarebbero molti tagli al corpo diplomatico italiano, che e’ sempre stato il fiore all’occhiello del nostro Paese; sappiamo pero’ che non e’ più tempo di ritualita’ e di tradizioni formali, i cittadini ci guardano e i cambiamenti bisogna farli per loro, per dare un segnale di partecipazione ai sacrifici molto più duri che affrontano nella loro quotidianità e avvicinarli di nuovo a una visione della politica che hanno perso da tempo. Che cos’è la politica – conclude Zaccarini – se non la capacità di governare un Paese nel buono e nel cattivo tempo?".

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