Italiani all’estero, Venezuela: chi ha ucciso Mauro Monciatti?

Il diplomatico italiano ucciso nel suo appartamento a Caracas. Forse sapeva troppe cose. In consolato i conti non tornavano… Assordante silenzio dei sindacati

Mauro Monciatti, diplomatico ucciso in Venezuela

Ambasciata italiana nella bufera per la morte del diplomatico italiano in Venezuela. Il delitto, commesso nel suo appartamento di Caracas, ricade sotto la giurisdizione italiana e l’Ambasciata ha il dovere di condurre le indagini per parte italiana, mentre quelle di competenza venezolana risultano lacunose e incomplete. Gravi sospetti dei familiari. Assordante silenzio dei sindacati.

Del caso si occupa la Rai con questo servizio (GUARDA IL VIDEO).

Intanto, LA NAZIONE di Firenze, con questo articolo qui riproposto da Olindo D’Agostino nella sua newslist, raccoglie la voce del fratello Moreno che afferma: «E’ inconcepibile la mancanza di una puntuale attività investigativa da parte delle autorità italiane, che per quanto ci risulta non hanno ancora interrogato tutti coloro che fanno parte dell’ambasciata».

«E’ ipotizzabile che il funzionario italiano conoscesse l’assassino». Esordisce così nell’intervista il legale della famiglia, l’avvocato Andrea Mugnai. Anche la vedova di Monciatti, Valentina, non nasconde che l’assassino vada ricercato nel contesto dell’attività lavorativa che svolgeva. «La situazione del consolato – precisa – non era semplice; appena mio marito è arrivato a Caracas, non sapeva da dove cominciare a mettere le mani e aveva pensato anche di abbandonare l’incarico. Aveva scoperto che i conti non tornavano e nei giorni precedenti all’episodio ha fatto una lunga riunione presentando un bilancio che presentava addirittura degli ammanchi. Purtroppo – conclude – era a conoscenza di cifre precise e la sua presenza poteva diventare scomoda».

Foto scattata da Umberto Calabrese a Mauro Monciatti (secondo da destra con giacca nera e occhiali ndr), durante il Comites del 14 maggio; un toscano della provincia di Siena, di Sinalunga
Foto scattata da Umberto Calabrese a Mauro Monciatti (secondo da sinistra nella foto, con giacca nera e occhiali ndr), durante il Comites del 14 maggio; un toscano della provincia di Siena, di Sinalunga

«Potrebbe essere un delitto tutto italiano – aggiunge ancora Mugnai – Il fatto poi che tutti i dati contenuti nelle sette chiavette usb che ci hanno riconsegnato, sono stati cancellati, pone dei grossi punti interrogativi. Tra l’altro non si trovano nemmeno i risultati delle due autopsie e la foto con la scena del crimine che non ci è mai arrivata. L’unica pista da seguire è quindi quella all’interno del consolato di quel Paese, agendo con immediatezza e sentendo le persone italiane che lavorano nell’ambasciata. Chiediamo inoltre che il Governo intervenga con autorevolezza sulle autorità Venezuelane – conclude il legale – affinché vengano quanto prima concluse e trasmesse le indagini, come già richiesto dalla Procura di Roma».

Da parte sua il console ha dichiarato di essere a disposizione dell’autorità giudiziaria per tutto quello che sarò necessario alle indagini.