Italiani all’estero, Tunisia: due connazionali morti e due dispersi. Tunisi ha paura

A victim is being evacuated by rescue workers outside the Bardo museum in Tunis, Wednesday, March 18, 2015 in Tunis, Tunisia. Gunmen opened fire at a leading museum in Tunisia's capital, killing 19 people including 17 tourists, the Tunisian Prime Minister said. A later raid by security forces left two gunmen and one security officer dead but ended the standoff, Tunisian authorities said. (AP Photo/Hassene Dridi)

"Al momento risultano due italiani deceduti e due irreperibili". Lo conferma Claudio Taffuri, capo dell’Unita’ di Crisi della Farnesina, ai microfoni di Sky Tg24. "Sono tre gli ospedali nei quali stiamo facendo degli accertamenti nel dettaglio", ha aggiunto, precisando che ci sono "due vittime accertate, due persone ritrovate fortunatamente, e inizialmente comprese in un elenco di vittime fatto circolare dalle autorità tunisine, e due altre invece delle quali non abbiamo notizie, sono di fatto irreperibili, per cui la sorte potrebbe essere anche non felice, ma dobbiamo accertarlo".

Wanda, sorella di Sonia Reddi, la novarese ferita nell’ attentato di Tunisi in cui ha perso la vita il compagno, Francesco Caldara, 64 anni, alla agenzia Ansa riferisce: "Mia sorella Sonia e’ sotto choc, ma non sa ancora che il suo compagno non ce l’ha fatta…". "Ci ha chiamato questa mattina a casa l’ambasciata italiana di Tunisi – riferisce – e ci ha detto che Sonia e’ ricoverata in un ospedale militare di Tunisi. Nel pomeriggio mia figlia Milena e Greta, la figlia di Francesco che e’ in arrivo da Amsterdam – aggiunge – partiranno per Tunisi". Sonia e’ stata ferita a una spalla e ad un braccio, ha subito un piccolo intervento chirurgico e le sue condizioni – riferiscono i famigliari a Novara – non sono gravi. "Forse gia’ domani – conclude la sorella – potrebbe essere rimpatriata".

"SIAMO NELLE MANI DI UN IDIOTA" Giancarlo Lehner, scrittore e saggista, commenta gli sviluppi di politica internazionale, alla luce dei due attentati in Svezia e in Tunisia: "Sovrapporre astrazioni alla realta’ e’ tipico del politico idiota generalmente buonista e di sinistra. L’idiozia politica ha un padre di nome Jean Jacques Rousseau, amor di pedagogo a favore di figli immaginari – i suoi, pero’, finirono tutti negli orfanotrofi – e un figliolo tardivo di nome Hussein Barack Obama, gran meteorologo di fantasiose primavere arabe, inarrivabile ebete politico, inconsapevole fomentatore del terrorismo islamico. E noi, come agnelli sacrificali, siamo nelle infauste mani di cotanto idiota".

TUNISI HA PAURA L’atmosfera e’ pesante nella capitale tunisina all’indomani del sanguinoso attacco al Museo del Bardo: i Tunisini hanno paura, meno per la loro propria sicurezza che per l’avvenire della Tunisia, i cui sforzi sono stati azzerati dalla minaccia terroristica. Nel tardo pomeriggio di ieri, quando ancora non si conosceva il bilancio esatto ne’ la dinamica dell’attentato, un po’ piu’ di un centinaio di persone di erano radunate spontaneamente sul luogo del dramma. "Sono molto preoccupata per quel che succede nel mio paese" ha dichiarato Hanane, una trentenne residente in Italia venuta a far visita alla famiglia, alla corrispondente Salsabil Chellali del quotidiano francese "Le Monde": "I terroristi hanno raggiunto l’obbiettivo che si erano prefissato, quello di spaventare i turisti stranieri; la nostra economia ne soffrira’ ed il 2015 sara’ un anno catastrofico", prevede la giovane donna tunisina. Nelle stesse ore, lontano dal Bardo, un altro centinaio di persone si era radunato rispondendo all’appello di diverse organizzazioni, come il principale sindacato Unione generale tunisina del lavoro (Ugtt) e persino del movimento islamista moderato Ennahda, e scandendo slogan come "Unita’ nazionale contro la minaccia del terrorismo". "Il governo precedente (dominato da Ennahda, ndr)" spiega al "Monde" il 20enne Mohamed Saida, "non era stato abbastanza fermo nei confronti del terrorismo e la situazione si e’ progressivamente degradata: sono venuto qui per sostenere le forze dell’ordine ed il nuovo governo di Be’ji Caid Essebsi". La 41enne architetto Chiraz si stupisce di quanta poca gente si sia radunata al teatro: "Un calo del turismo e’ inevitabile", afferma, "e se l’economia peggiora aumentano i rischi di violenze; e’ un circolo vizioso le cui prime vittime siamo noi Tunisini" conclude con un preoccupato presagio.

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