Italiani all’estero, ‘Ti vuoi candidare? Sborsa 200 mila euro’ – di Emanuele Esposito

È noto a tutti i miei amici più stetti che da un po’ di tempo ho pensato di buttarmi in politica: alcuni, ex politici, mi hanno vivamente sconsigliato di farlo, con spiegazioni allucinanti e convincenti, ma io testardo come sono proseguo in questa idea, anche perché non voglio credere che la politica sia tutta una merda, ci sarà pure un qualcosa di buono.

Uno dei motivi principali per cui lo faccio, è perchè vorrei dare più dignità al popolo italiano nel mondo, semplicemente perché se oggi l’Italia è forte a livello di esportazione dei prodotti di eccellenza è solo grazie ai milioni di nostri anziani che per decenni hanno costruito e mantenuto il buon nome del nostro Paese all’estero, più della diplomazia Italiana: loro sono i veri ambasciatori, ma questo è risaputo. Purtroppo, come accade in Italia, quando annusiamo affari dietro alle cose buone, la politica e non solo ci si ficca dentro: basta guardare i casi delle elezioni all’estero, delle pensioni…

Dietro al grande affare degli italiani nel mondo tanti, troppi ci marciano e nessuno, dico nessuno, a parte i giornali, dice nulla: vorrei che la magistratura, la guardia di finanza indagassero dietro all’affare italiani nel mondo, i soldi che si buttano, i mille sprechi che esistono. Vorrei dare dignità alle nostre comunità, vorrei una rete diplomatica e commerciale migliore e più efficiente, magari usando le stesse tecniche americane o inglesi.

Qualche mese fa sono stato invitato a una cena di gala, le solite cene che si organizzano per gli incontri con aziende italiane, organizzate dalle camere di commercio estere, consolati, ambasciate, serate dove alla fine si mangia gratis senza quasi mai concludere nulla, se non incontrare e fare nuove conoscenze, e in quella serata sono stato presentato da un mio carissimo amico a una persona, uno che ha le mani in pasta in politica non solo; questo mio carissimo amico gli ha detto della mia idea di buttarmi nella mischia della politica e con grande gentilezza questa persona mi ha dato il suo numero di telefono e mi ha invitato a una cena che si è tenuta dopo una settimana.

Questo signore che chiameremo sig. Istrione, mi ha portato in un buon ristorante italiano, mi ha raccontato la sua storia lavorativa, familiare, politica, è rimasto colpito della mia attività di cuoco e non solo e mi ha elogiato come se mi conoscesse da una vita, dicendo che uno come me ci vuole in politica e che se tutti fossero come me l’Italia sarebbe migliore: ovvio che gli elogi erano mirati. A quasi fine cena, Istrione mi dice che per la candidatura non ci sono problemi e che per lui io sono già candidato, ma bisognerebbe aspettare ancora un po’ poiché non si sa ancora con quale legge elettorale e in quali termini, ma lui mi ha garantito che da parte sua farà tutto il suo dovere per sponsorizzarmi: tutto questo per la modica cifra di 200mila euro, che serviranno per la campagna elettorale, lui gestirà il tutto insieme al partito.

Io sono rimasto un po’ male della richiesta, io sapevo che il partito prende il rimborso elettorale dopo le elezioni, non sapevo che la campagna me la dovevo pagare da solo: e poi perché ogni mese io dovrei versare 1000 euro al partito se la campagna me la pago da solo? E i soldi del contributo elettorale dove vanno a finire?

Ovvio che io non ho la registrazione della conversazione e per non cadere nella trappola legale non faccio nomi, anche perché la giustizia Italiana sappiamo benissimo come funziona, e alla fine è la mia parola contro quella di Istrione, al quale ho comunque chiesto "erché devo pagare se poi il partito si prende il contributo?"; lui mi ha risposto che questi soldi sono per la garanzia della candidatura (ammazza!) e che lui ha amici in alto che non possono dire di no (ecco, ci mancherebbe pure!).

Allora mi vengono in mente le parole di quel mio amico ex politico: "meglio lasciar stare perché la politica non fa per te".

Quello che mi fa più male è che tutto questo è a discapito della comunità Italiana, e ancora una volta abbiamo dimostrato che noi siamo bravi a sfruttarci, e a sfruttare i nostri simili. L’Italia un giorno vedrà la luce di una nuova era? Non lo so, ma stando ai tempi che viviamo e con questa gente che gira non credo: spero solo che la vecchia guardia politica esca di scena prima possibile, sperando che i giovani del domani siano migliori.

Io la mia idea di buttarmi in politica e contribuire al miglioramento del nostro Paese non la mollo, certo che con questi partiti che abbiamo oggi in Italia non so dove potrei collocare le mie idee e dove potrei dare il contributo: questi partiti, tutti, non vogliono il bene degli italiani nel mondo, ma i loro voti sì. A sfruttare e a parlare al vento sono bravi, del resto la politica Italiana è come un palcoscenico di un teatro dove vanno in scena attori comici, che portano sul palco delle commedie che in fondo sono dei drammi per la povera gente, basta sentirli e vederli nelle trasmissioni televisive, riescono a far piangere anche un pollo.

Io non sono un commediante, sono una persona con difetti e pregi, ma con l’orgoglio di essere un italiano all’estero: contribuisco nel mio piccolo a far grande sempre più il mio Paese e con un rispetto maniacale dei tanti connazionali con la valigia di cartone, è a loro che penso e mi fanno piangere quando sento le loro storie, e la politica sporca li sfrutta: mi vergogno di questi politici.

Questa storia l’ho voluta raccontare – anche se sappiamo tutti come funziona – per dire a tutti i politici di avere il coraggio di cambiare le regole: come disse il grande Papa Giovanni Paolo II, convertitevi!

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