Italiani all’estero, Terzi: Italia in prima linea nella difesa dei diritti umani

Giulio Terzi Sant’Agata, ministro degli Esteri, ha tenuto un’audizione davanti alle commissioni Difesa ed Esteri del Senato. Affrontando il tema della sicurezza dell’Italia, “non ci possiamo illudere che altri, a cominciare dagli Stati Uniti, possano continuare a sostenere in maniera cosí marcata l’onere della nostra sicurezza nazionale", ha detto il titolare della Farnesina, aggiungendo che la nuova strategia americana di difesa prevede una riduzione significativa della sua forza in Europa a favore di altri teatri, soprattutto l’area del Pacifico.

Parlando di Iraq, il capo della diplomazia italiana ha assicurato che l’Italia continuerà a lavorare per la stabilizzazione del Paese. 

Anche Afghanistan nell’audizione del ministro: il presidente afghano Hamid Karzai sarà a Roma la prossima settimana per la firma di un accordo bilaterale fra l’Italia e l’Afghanistan. "Grazie al contributo del nostro Paese sono stati raggiunti traguardi che fino a una decina di anni fa erano impensabili a Kabul: istituzioni frutto di elezioni ragionevolmente accettabili, approvazione della Costituzione che riconosce parita’ fra uomo e donna, alto grado di scolarizzazione", ha affermato Terzi, il quale – parlando di diritti umani – ha anche osservato che le "violazioni delle liberta’ fondamentali creano conflitti e destabilizzazione”. Per questo, ha aggiunto il titolare della Farnesina, l’Italia "e’ in prima linea" in questo campo, dalla tutela delle donne e dei bambini a quella della liberta’ religiosa. Cio’ nella convinzione che la tutela dei diritti umani costituisca "un imperativo etico" ma risponda anche ad esigenze di "sicurezza".

Per ciò che riguarda la Libia, l’Italia – ha sottolineato il ministro degli Esteri – ritiene essenziale puntare sulla formazione delle forze di polizia in Libia, nel rispetto delle convenzioni internazionali.

SIRIA: TERZI, CONSIGLIO SICUREZZA ONU SI ESPRIMA SU SITUAZIONE INSOSTENIBILE Per Giulio Terzi Sant’Agata “la situazione in Siria non e’ piu’ sostenibile”, “siamo preoccupati per la crisi e per la brutale repressione che abbiamo ripetutamente condannato". Secondo il titolare della Farnesina “il Consiglio di sicurezza dell’Onu si dovrebbe esprimere, nonostante la posizione di stallo che si e’ determinata con le contrapposte risoluzioni".

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