Italiani all’estero, Terzi a Bruxelles: Ue dice sì a maggior coordinamento sulla Libia

L’Unione Europea ha accolto la richiesta italiana di un maggior coordinamento sulla Libia. I Ministri degli Esteri della Ue hanno ascoltato e condiviso le richieste portate al Consiglio Esteri di Bruxelles dal ministro italiano Giulio Terzi sulla necessità di un "maggiore coordinamento" a livello europeo sui temi della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione con la Libia, accogliendo l’approccio italiano per un "cambio di passo" della Ue nei confronti dell’assistenza alla transizione libica.
 
La questione dell’immigrazione clandestina, in particolare, era stata sollevata dal Ministro degli Esteri di Tripoli Ashour Bin Khayal nel corso di un incontro con Terzi alla Farnesina, parlando di rischio di un "peggioramento della situazione" sul flusso dei clandestini dalle coste nordafricane, e in particolare, da quelle libiche.
 
Il Ministro Terzi ha riportato ai colleghi questi punti che sono stati raccolti da diversi Stati membri e anche dall’Alto rappresentante Catherine Ashton, che hanno sostenuto l’importanza della stabilità della Libia e di un forte sostegno dell’Unione europea.
 
In particolare si è condivisa la necessità di un maggiore sostegno per assicurare la stabilità delle frontiere e anche di un più efficace meccanismo di coordinamento tra gli sforzi condotti a livello nazionale da parte dei singoli Stati e tra i paesi membri e la Ue. Il confronto tra i Ministri ha messo in evidenza anche un certo ottimismo sulla transizione libica che potrebbe configurarsi come un altro caso di successo. La Libia – è stato sottolineato – rappresenta diversi elementi positivi: da una certa omogeneità della popolazione, al possesso di risorse proprie, all’assenza di un problema di Islam radicale.
 
Sull’immigrazione clandestina, Tripoli non sta esercitando pressioni, ha comunque chiarito Terzi ai giornalisti, sottolineando che la lotta all’immigrazione clandestina "è un interesse comune".
 
"Quando parliamo con la nuova Libia, sia con questo governo che con quello che verrà, il rapporto è di tipo partenariale", ha spiegato Terzi. "Non intendiamo essere coloro che influiscono o che ricevono influenze indebite. Intendiamo lavorare insieme per perseguimento obiettivi comuni", ha aggiunto, spiegando che l’obiettivo italiano è di "prevenire nuovi flussi di immigrazione illegale e di prevenire nuove tragedie nel Mediterraneo".
 
"Abbiamo raccolto la sollecitazione del Ministro degli esteri di Tripoli Ashour Bin Khayal di cambiare passo nel rafforzare il partenariato con la Libia", ha precisato Terzi. Un partenariato che è "di mobilità, che prevede il contributo al rafforzamento istituzionale del processo democratico con le elezioni che si svolgono a fine giugno, e gli strumenti e le politiche che devono prevenire i flussi di immigrazione illegali".

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