Italiani all’estero, sottosegretario Amendola: “Voto per posta non è sostituibile”

“Per quanto riguarda la cittadinanza, noi la garantiamo per scelta ma va fatta una riflessione sui limiti: la lingua italiana, anche ai minimi livelli, non può essere sconosciuta”

Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Esteri, intervenuto al convegno organizzato dal Pd Estero alla Camera, ha parlato anche di cultura italiana nel mondo, cittadinanza, voto estero, tra l’altro. E guardando alla prossima manovra economica, mette le mani avanti: “In fase di legge di bilancio dobbiamo insistere sui fondi cultura, sulla redistribuzione dei fondi”. Voto estero? “Il voto per corrispondenza non è sostituibile, ci sono degli accorgimenti che vanno fatti e che non può fare il nostro ministero”. Ancora: “Per quanto riguarda la cittadinanza, noi la garantiamo per scelta ma va fatta una riflessione sui limiti: la lingua italiana, anche ai minimi livelli, non può essere sconosciuta”.

Amendola poi invita tutti a non dimenticare chi voleva abolire il voto estero. Ecco il suo ragionamento: “Il referendum costituzionale è andato come tutti sappiamo, e i cittadini residenti all’estero si sono espressi chiaramente per il sì. Ma non dobbiamo dimenticare chi era, nel percorso parlamentare della riforma, che proponeva emendamenti che prevedevano l’eliminazione della rappresentanza all’estero. Non dimentichiamolo mai”.

Il sottosegretario lancia “un invito a continuare a lavorare, perché siamo di fronte alla legge di stabilità e qui possiamo fare un ulteriore passo avanti oltre a tutto quello che abbiamo già fatto. Non cadiamo nell’errore di guardare tutto con un’unica lente, ci sono tante storie di emigrazione. Ci sono ricercatori, imprenditori, ma anche persone che provano a fare un’esperienza: servono letture diversificate”.

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