Italiani all’estero, Siamo arrivati al capolinea? – di Giuseppe Musso

Ormai non si fa altro che leggere di tagli alla spesa pubblica, di manovre finanziarie viste e riveste di giorno in giorno, di Presidenti e Cancellieri che, con risatine sarcastiche, deridono l’Italia e di riflesso gli Italiani in Italia e quelli sparsi per il Mondo.

Da questi tagli, per ovvie ragioni, non sono esclusi i capitoli di spesa che toccano da vicino gli italiani che vivono all’estero; Comites, CGIE, Enti Gestori, Associazioni… Viene veramente da chiedersi se proprio non siamo arrivati al capolinea con politiche ormai, senza ombra di dubbio, tese a smantellare le strutture rappresentative degli italiani che vivono all’estero e che sono riuscite nel tempo, graze all’impegno di tutti, a mantenere forte il legame con l’Italia, a farla rispettare e a farla contare sempre di più in un mondo globalizzato dove gli interessi finanziari l’hanno fatta da padrone fino ad oggi.

Forse, e questo riflette il mio pensiero, è necessario un cambiamento strutturale e doveroso delle politiche che ci riguardano da vicino, ma non per questo è accettabile un piano di ristrutturazione (almeno a quanto riportato dai giornali locali) preparato (in camera caritatis) dal nostro Ambasciatore; un piano che, se venisse accettato dal Ministero degli Esteri, sconvolgerebbe intere comunità che oggi accettano, e non passivamente, le lungaggini burocratiche (a volte causate dalla mancanza di personale) che mettono alla luce quanto labile sia la nostra struttura Diplomatica all’estero.

Ovviamente la nostra storia, la nostra cultura, il nostro essere italiani, non puo` essere scalfito da precedenti e attuali disastrose politiche finanziarie che non hanno saputo gestire la cosa pubblica con provvedimenti adeguati. Oggi ci si trova di fronte ad una situazione insostenibile sia per la Rappresentanza (vedi rinnovo Comites e CGIE, vedi Legge di Riforma degli stessi), sia per gli Enti Gestori (tagli che potenzialmente potrebbero arrivare presto al 75%) ; strutture Istituzionali che arrancano in cerca di “sponsorizzazioni locali”, vedi Istituti di Cultura; Consolati che, paradossalmente, contano i fogli di carta che vengono utilizzati, e tutto questo a nome del risparmio. Siamo caduti veramente in basso!! Avremo la forza per risollevarci?

Io penso e spero proprio di sì, perchè se così non fosse, quanto di buono e positivo e` stato fatto negli anni precedenti, passerebbe nel dimenticatoio molto presto. Per questo nostro rilancio abbiamo bisogno di una Unita` straordinaria, che vada al di la` di posizioni poliche strumentali che possono solo dividere e non unire. Abbiamo bisogno di essere insieme, di manifestare democraticamente per contare ancora; per ricordare al Governo del giorno che gli organismi di rappresentanza non possono essere cancellati con  politiche volte al  risparmio e tese solo ed esclusivamente a stancare per crearsi l’alibi della chiusura.

Ci saremmo aspettati molto di più dall’attuale Governo, forse eravamo ottimisti più del dovuto, ma siamo ancora fiduciosi perchè nessuno potrà mai toglierci la nostra italianità ed il nostro attaccamento al Paese.

*Presidente COMITES NSW, Presidente Intercomites Australia

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