Italiani all’estero, Settima conferenza Ricercatori Italiani nel Mondo

Il 3 dicembre si e’ svolta  nella metropoli texana di Houston la settima edizione della Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo. La Conferenza ha ricevuto l’Alto Patronato del Sig. Presidente della Repubblica, della presidenza del Senato e della Camera, dal Ministero degli Affari  Esteri dall’Istituto Superiore della Sanità e si  e’ ormai caratterizzata come uno degli eventi più importanti per i ricercatori italiani negli Stati Uniti, e radunato anche quest’anno un gruppo di eminenti studiosi italiani  e statunitensi con l’illustrazione delle loro ricerche ad un pubblico qualificato e dove si e’ avuto l’opportunità di allacciare nuovi rapporti di collaborazione.
 
L’evento e’ stato organizzato dal Comites – Comitato degli italiani all’estero, in cooperazione con il neo istituito South West Chapter dell’ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) ed il Consolato Generale d’Italia a Houston. La scelta di convocare questa Conferenza a Houston scaturisce dalla presenza nello Stato del Texas di una numerosa e qualificata comunità di ricercatori e studiosi italiani, grazie alla presenza a Houston del Texas Medical Center, uno dei principali poli ospedalieri mondiali in particolare per l’oncologia e la cardiochirurgia, della Rice University, Università all’avanguardia nello studio delle nanotecnologie, “Lyndon B. Johnson Center” della NASA e dei laboratori delle principali compagnie energetiche mondiali che hanno sede proprio a Houston.
 
I lavori della Conferenza  sono stati  dedicati ai principali settori nei quali opera la ricerca italiana negli Stati Uniti, con circa venti presentazioni raggruppate nei cinque settori principali dell’Energia, delle Scienze Biomediche, della Fisica ed Informatica, delle Scienze Umanistiche e dell’Aerospazio. Gli interventi hanno coperto  un’ampia gamma di argomenti, che vanno dagli esperimenti condotti all’interno della Stazione Spaziale Internazionale  illustrati dall’astronauta Paolo Nespoli, allo studio dei fluidi nell’energia, all’analisi di aspetti di grande specializzazione della lotta al cancro ed altro ancora.

La rilevanza di questa Conferenza non e’ limitata agli Stati Uniti, ma ha ricadute positive nello stimolare la collaborazione tra i centri di eccellenza texani ed italiani. A riprova di cio’ una Delegazione in Rappresentanza dell’Universita’ di Palermo e dell’ERSU  ha scelto di recarsi a Houston in occasione di questa Conferenza e dopo aver siglato degli accordi, per ultimare a livello accademico dei protocolli di intesa con la Rice University di Houston e l’University of Texas Medical Branch a Galveston, al fine di formalizzare una collaborazione nata grazie all’interessamento del Comites e dei ricercatori italiani che vivono e lavorano a Houston e della Confederazione dei Siciliani del Nord America (CSNA).
 
Il presidente del Comitato degli Italiani all’estero (Comites di Houston) Vincenzo Arcobelli nel suo messaggio commenta: “Siamo arrivati alla settima edizione della Conferenza dedicata non solo alla Ricerca ma soprattutto al ruolo fondamentale che in una societa’ sempre piu’ globale hanno avuto e continuano ad avere I Ricercatori ed i Professionisti Italiani nel Mondo.
In sette anni si e’ fatto il possibile, tenuto conto dei pochi mezzi e risorse a disposizione. Tuttavia posso dire che gli obiettivi sono stati possibili da raggiungere grazie ad un lavoro di una squadra composta da persone eccezionali, dai volontari dei Comitati organizzatori, dagli addetti del Consolato Generale a Houston e dell’ Ambasciata Italiana a Washington e soprattutto dalla costante partecipazione di persone straordinarie come Voi. Grazie a nome di tutti”.
 
Il presidente dell’Ersu Bono, rimasto sorpreso della numerosa presenza di connazionali affermati nei diversi settori, ha apprezzato i loro interventi, soddisfatto di essere presente ha voluto consegnare delle targhe ricordo al Console Generale Nava, al Pres. Arcobelli e al Rappr. CSNA Enzo Graci  in riconoscenza dell’impegno profuso per rendere possibile gli accordi tra le Universita’ Texane, l’Ersu e quella di Palermo. 

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