Italiani all’estero, senza pausa il lavoro del MAIE – di Ricky Filosa

Senza pausa. Il MAIE continua a lavorare oltre confine senza riposarsi un attimo. Lo può fare anche grazie al network che nel corso degli anni il Movimento Associativo Italiani all’Estero è riuscito a costruire nel mondo intero. Dalle Americhe all’Australia, passando per l’Europa, il movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo non conosce sosta quando si tratta di essere presente sul territorio,  organizzando assemblee, congressi e incontri a tema, che raccolgono intorno a sé le comunità italiane nel mondo. Non lo diciamo per piaggeria, basta seguire attentamente le notizie che ogni giorno si accumulano su agenzie di stampa e media "dedicati" per capire che si tratta di pura verità: nessuno – ripetiamo, nessuno – è così vicino agli italiani nel mondo come il MAIE, nessun partito, se non il MAIE,  ha nel proprio DNA e nelle proprie priorità gli interessi dei connazionali oltre confine. Lo ha certificato in questi giorni persino il Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, evidenziando come solo il Movimento Associativo abbia chiesto al nuovo governo serie politiche dedicate agli italiani nel mondo.

Lavoro del MAIE senza pausa a livello mondiale, dunque. Solo pochi giorni fa, per esempio, si è tenuta a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, una manifestazione organizzata e promossa proprio dal MAIE, per dire no alla chiusura della locale ambasciata d’Italia. Un evento a cui hanno assistito decine di connazionali, e che ha avuto anche il sostegno morale del Comites locale. Il sit in,  tenutosi davanti alla sede diplomatica tricolore, è solo una delle iniziative messe in piedi dal MAIE Centro America per difendere l’ambasciata, che il governo italiano ha deciso di chiudere entro settembre. Oltre alla manifestazione, si sta lavorando con una vasta raccolta di firme, petizioni online, comunicati stampa, conferenze a livello locale e presenza articolata sui maggiori media della Repubblica Dominicana. Il MAIE, assicurano i coordinatori della RD, continuerà a insistere e non mollerà fino a quando non avrà risposte certe da Roma.

Dall’altra parte del mondo, in Europa, il ritmo è ugualmente veloce. Gian Luigi Ferretti, coordinatore MAIE per il Vecchio Continente, guida una squadra di persone piene di entusiasmo e voglia di fare. Dopo una serie di congressi – Verona, Roma, Londra, Stoccarda, fra gli altri – l’ultima iniziativa è stata quella tenutasi a San Gallo, Svizzera. Una assemblea del Movimento a cui hanno partecipato tantissimi connazionali.

"E’  andata alla grande", racconta a ItaliaChiamaItalia Ferretti, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione: "In Europa – spiega Ferretti – si sta verificando un fenomeno che nessun osservatore politico era stato in grado di prevedere. Una dopo l’altra si susseguono riunioni del MAIE, ogni volta in una località diversa, che riscuotono una strepitosa affluenza di pubblico e suscitano grande entusiasmo. E’ stato così anche a San Gallo sabato scorso. Non sono dunque casi dovuti a questa o quella situazione locale, ma si tratta di una realtà consolidata".

E’ giusto ricordare che quando Gian Luigi Ferretti chiese all’On. Merlo l’autorizzazione per organizzare il MAIE in Europa, non pochi storsero il naso, perché ritenevano che l’Europa fosse politicizzata al punto tale da non lasciare spazi a forze che si muovessero al di fuori dei partiti romani. Ma, a quanto pare, dopo oltre un anno di lavoro intenso, Ferretti ha vinto la scommessa. Dapprima ha intessuto una fitta rete di responsabili su tutto il territorio, poi è riuscito ad attivarla e farla funzionare alla perfezione, come una perfetta macchina oliata a puntino. Forse non molti avevano creduto a quanto lo stesso Ferretti dichiarò l’indomani delle elezioni del 2013 quando il MAIE, che solo da pochi giorni si era affacciato in Europa, riportò a livello continentale il 2% dei voti: "Non esistevamo, eravamo zero, oggi abbiamo un 2% sul quale costruire il nostro successo di domani". E non c’è osservatore attento che non si sia accorto che già adesso quella percentuale può considerarsi abbondantemente superata.

Tutto questo mentre Merlo non smette di lavorare nella propria ripartizione elettorale, il Sud America, e in Argentina, dove è residente. L’eletto all’estero si fa in quattro e visita le diverse province del Paese, viaggia in tutto il continente, organizza convegni nelle diverse città dell’America Meridionale. Allo stesso tempo è presente a Roma, nelle occasioni che contano. E se non c’è lui ci sono gli altri componenti del gruppo MAIE alla Camera dei Deputati. Come l’On. Mario Borghese, per esempio, il più giovane eletto all’estero di sempre. E’ stato proprio lui a incontrare Matteo Renzi in occasione delle consultazioni e a spiegargli che più di ogni altra cosa il MAIE esige dall’esecutivo attenzione concreta nei confronti degli italiani all’estero, politiche attive che rispondano alle necessità dei milioni di italiani che vivono lontani dallo Stivale. Speriamo che il messaggio sia arrivato forte e chiaro al nuovo premier e che l’ex sindaco di Firenze non lo dimentichi: il governo Letta, ormai solo un ricordo, ha rappresentato il peggio per gli italiani all’estero. Con Renzi cambierà qualcosa? Lo sapremo presto.

Twitter @rickyfilosa

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